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Bolca è una piccola frazione incastrata tra le curve delle prealpi venete.
Siamo all’estremo nord est della Provincia di Verona dove, tra la Lessinia e la Provincia di Vicenza, ancora si parla l’antica lingua dei popoli cimbri.
Questa non è zona di passaggio: chi viene a Bolca deve proprio aver voglia di venire a Bolca!
E allora perché spingersi fin qua su?!

Oddio ma cosa avete mangiato?
Questa è una delle più classiche domande appena tornati da un viaggio in giro per il Mondo!
E se poi viaggi con i bambini la variante diventa: “ma i bambini?! Cos’hanno mangiato?
Un po’ come se i bambini, fuori dai confini nazionali senza tortellini, spaghetti e pizza proprio non sapessero come sopravvivere!
Poi spieghi che, alla peggio, esistono i panifici in tutto il mondo, gli animi si rasserenano compiacendosi della sopravvivenza dei nostri figli. E soprattutto rientra immediatamente il rischio di essere segnalati ai servizi sociali!

La storia del “bisso galeto” era una delle protagoniste dei filò.
Un animale strano e pauroso con la sua coda di serpente e il corpo di un galletto, con il suo sguardo velenoso che uccide chiunque lo tocchi o semplicemente lo guardi.
Clima rigido da queste parti. Le famiglie vivevano nelle case in sasso tipiche della Valpolicella e d’inverno, in epoche in cui la televisione era un’invenzione ancora lontana, si radunavano nelle stalle, tutti sdraiati sul fieno a farsi scaldare dal fiato degli animali.

Se pensate a Verona, quali sono le prime cose che vi vengono in mente?
Lasciateci indovinare…l’Arena? Poi…Romeo e Giulietta, naturalmente!
Che altro? La Basilica di San Zeno e poi…ah, ecco: il Pandoro! Ma quello vi viene in mente solo intorno a Natale.
Qualche esperto di storia romana potrebbe pensare al Teatro Romano, a Ponte Pietra e Piazza delle Erbe; oppure se qualcuno ama la storia medievale potrebbe parlarci di Castelvecchio o delle Arche Scaligere.

Se è vero che il colore mette allegria, allora l’isoletta di Burano è uno dei posti più allegri del Mondo!
La piccola isola della laguna di Venezia, poco più di duemila abitanti, è un tripudio di vivacità dalle tinte sgargianti. Burano infatti è celebre per le sue casette basse e colorate con le più svariate tonalità.

Il motivo per cui sono state colorate le case si perde indietro nei decenni e non è del tutto chiaro: secondo alcune fonti sembra che i colori accesi servissero ai pescatori per riconoscere la propria abitazione anche dal mare, durante le giornate di nebbia fitta; secondo altri i colori erano rappresentativi di una discendenza familiare.

Molina è un piccolo paese dell’alta Valpolicella.
Case in sasso, fiori alle finestre e tetti con le tipiche pietre della Lessinia. Tutto intorno si aprono i boschi e i sentieri dei Monti Lessini, ma soprattutto tanti, tantissimi ruscelli.
Il nome stesso del paese di Molina deriva dal fatto che agli inizi del 1900 in questa stretta vallata, bene allineati lungo il torrente, fossero operativi diciannove mulini.