A Stone Town si intrecciano storie. Si mescolano colori e profumi. Si sovrappongono il canto del muezzin con il suono delle campane. Qui sono passati portoghesi e indiani, omaniti e inglesi, prima che il regno di Zanzibar si unisse ai Tanganika, per diventare Tanzania. Ma qui non è Tanzania: è Zanzibar e basta. La Tanzania è là, oltre il mare. E sono altre storie, altri orizzonti.

Qui a Stone Town si è combattuta la guerra più breve della storia. Trentotto minuti. L’esercito del Regno Unito attaccò dal mare il Sultanato di Zanzibar, che capitolò arrendendosi dopo appena mezz’oretta. Era fine agosto del 1896 e quel giorno l’isola cadde definitivamente sotto la sfera di influenza della corona britannica.

Ma qui a Stone Town non c’è una sola sfera di influenza: si guida a sinistra come in Inghilterra ma si mangia come in India, ma con i prodotti della terra d’Africa. La religione è islamica, ma svettano anche campanili e si trovano templi induisti. Qui c’è il più importante porto dell’isola, dal quale passarono commercianti ed esploratori. Passò David Livingstone, nel suo girovagare africano. Nacque e visse un ragazzino di nome Farrouk Bulsara. Era di origine indiana e il mondo lo scoprirà a Londra, qualche anno dopo, con il nome di Freddy Mercury.

Insomma, Stone Town è una scoperta ad ogni angolo, su ogni porta intarsiata delle case più antiche, in ogni bancarella del suo caotico mercato. Una città che non rappresenta solo l’accesso alle spiagge bianche di Zanzibar, ma anche un patrimonio di storia e cultura da scoprire. Partiamo?

Il tour di Stone Town inizia ai giardini Forodhani. Il loro nome significa “porto”, anche se il mare oggi è lontano qualche decina di metri e il porto non è più qui. Le grandi opere di bonifica della città vecchia, ad opera degli omaniti, hanno spostato acqua, terreno paludoso e relative malattie.

Oggi i giardini sono uno spazio d’incontro, una piccola oasi di tranquillità e lo spazio per un grande mercato serale dello streetfood dove provare qualche delizia locale (state però attenti a dove e cosa mangiate, perché le condizioni igieniche potrebbero non essere tra le migliori!).

Qui a Forodhani si raggruppano anche le guide turistiche che vi accompagneranno tra i vicoli della città vecchia. Fidatevi, senza problemi. Sono tutti ragazzi giovani, molti parlano italiano e sono fondamentali per capire e conoscere meglio Stone Town.

Sappiate inoltre che una guida vi costerà tra i 15 e i 20 US$. Se invece chiedete ad un hotel, vi costerà più del doppio e l’hotel…ingaggerà uno di questi stessi ragazzi!

Cosa vedere a Stone Town

Dl lato dei giardini affacciato sul mare si possono vedere le batterie dei cannoni che difendevano la città, mentre dal lato opposto si trovano tre importanti edifici storici di Zanzibar: il Forte Arabo, il Palazzo del Sultano e il “Palazzo delle Meraviglie”.

Sia il Palazzo del Sultano (costruito nel secolo scorso e destinato ad ospitare un Museo), sia il Palazzo delle Meraviglie, sono attualmente chiusi per un importante operazione di restauro che li riporteranno al loro antico splendore.

Il Palazzo delle Meraviglie venne costruito alla fine del 1800 ed ospitava le cerimonie ufficiali del Sultano di Zanzibar. Sapete perché aveva questo curioso nome? Perché fu il primo edificio dell’isola ad essere dotato di energia elettrica e il primo di tutta l’Africa Orientale ad avere addirittura un ascensore!

Sulla sua facciata svettava un faro (essendo, all’epoca, in riva al mare) che venne distrutto da quei trentotto minuti di bombardamenti inglesi e successivamente sostituito da una torre con l’orologio.

Il forte arabo domina invece con tutta la sua imponenza. Venne costruito alla fine del 1600 dagli omaniti. In quel periodo, infatti, Zanzibar si trovava sotto il protettorato dell’Oman e vi era l’esigenza di difendersi dagli attacchi dei portoghesi, all’epoca molto attivi nei mari africani.

Oggi il forte è praticamente vuoto. Al suo interno, nel grande spazio centrale, si tengono concerti e spettacoli, mentre lungo le mura perimetrali si trova una lunga serie di negozietti di artigianato.

Cosa vedere a Stone Town

Pensate che il forte venne costruito prima della città stessa. Stone Town si sviluppò successivamente, intorno al forte stesso, in un reticolo di vicoli stretti che, ancora oggi, sono il vivace cuore pulsante del centro storico.

Qui si susseguono abitazioni e negozi, molti dei quali sono sicuramente turistici, ma molti offrono merci e beni per gli abitanti. Tra questi, abbiamo scovato anche un centro di medicina tradizionale: una sorta di farmacia sciamanica per cure…decisamente alternative!

Nel centro storico di Stone Town appare molto chiaro quanto Zanzibar, isola dalle forti tradizioni mussulmane, sia tollerante e aperta a chiunque. Accanto ai minareti, infatti, si stagliano anche i campanili di due Chiese e si trova anche, dalla metà del 1800, un piccolo tempio induista a testimoniare le strette relazioni con l’India.

Cosa vedere a Stone Town

Gironzolando per il centro non potete evitare di notare (e ammirare!) le porte intarsiate delle case.

Queste porte hanno origine molto antica e presentano dei simboli molto chiari per chi conosce la storia dell’isola. I rapporti con l’India e i Paesi Arabi hanno lasciato simboli molto importanti e curiosi. Qualche esempio? Le porte rotondeggianti vennero costruite secondo la tradizione indiana, comprese le sporgenze a punta. In India le punte servivano per tenere lontani gli elefanti che, sentendo l’odore del cibo, si avvicinavano alle case tentando di entrare per cercare cibo.

A Zanzibar non ci sono elefanti, ma i primi indiani arrivati qui non lo sapevano! Nel corso degli anni sono rimaste queste decorazioni metalliche appuntite, solo come abbellimento.

Le porte degli arabi sono invece dritte e lineari, con intarsi e decori solo sullo stipite. Anche queste porte nascondono una curiosità: durante la tratta degli schiavi, attività legale fino al 1873, i commercianti di schiavi si rendevano riconoscibili perché decoravano le loro porte con degli intarsi che ricordavano la catena con cui legavano gli schiavi.

Quest’ultimo argomento ci porta ad una delle interessanti visite che si possono fare nel centro storico di Stone Town: il Museo del mercato degli schiavi.

Il sito storico comprende la Chiesa Anglicana, un toccante monumento memoriale di quell’oscuro periodo storico e l’edifico in cui si detenevano e si commercializzavano gli schiavi.

Cosa vedere a Stone Town

La Chiesa ha una sola curiosità, per gli appassionati di storia africana: vi si trova la croce costruita con il legno dell’albero sotto al quale venne sepolto, in Zambia, l’esploratore inglese Livingstone.

L’edificio del “mercato” invece, presenta una serie di interessanti pannelli illustrativi che raccontano la storia e l’evoluzione della tratta degli schiavi. Si possono anche visitare le strette e basse celle dove venivano trattenuti gli uomini e le donne che sarebbero state poi proposte al miglior offerente.

Visto il periodo storico attuale, una visita a questo sito storico ha una utile finalità educativa.

Cosa vedere a Stone Town

A Stone Town c’è un mercato vero, che è diventato meta di visite per i turisti, ma non ha perso la sua autenticità. E’ il Darajani Souk e occupa una parte dei vicoli del centro storico fino al grande slargo che, un tempo, era direttamente affacciato sul mare.

Come tutti i mercati, il Darajani Souk è diviso in zone. C’è la zona della frutta e verdure, la zona delle spezie, l’artigianato in pelle e le due aree coperte che offrono carni e pesci. Queste ultime due zone, dagli odori pungenti e talvolta fastidiosi, sono assolutamente da vedere, anche se potrebbero urtare le persone più sensibili.

Cosa vedere a Stone Town

Considerate che l’isola di Zanzibar è molto fertile e la terra è generosa di prodotti, quindi il mercato è un tripudio di colori e profumi e la visita è assolutamente un punto fermo tra le cose da vedere a Stone Town.

Cosa vedere a Stone Town

Un’ultima cosa da vedere a Stone Town, decisamente diversa da tutto ciò che abbiamo visto finora, è la Casa Museo di Freddy Mercury. Una premessa è doverosa, per non far rimanere male i fans dei Queen: Freddy Mercury non è per nulla amato, qui a Zanzibar. Innanzitutto, essendo di origini indiane, è considerato uno straniero e quindi il suo successo non è ragione di orgoglio per gli abitanti dell’isola. In secondo luogo, la sua vita, le sue trasgressioni e le sue preferenze sessuali fanno a pugni con la rigidità delle tradizioni islamiche più conservatrici. Quindi nessuno va fiero del personaggio e le guide non vi porteranno a vedere il Museo.

Cosa vedere a Stone Town

All’interno dell’edificio (ingresso 10US$ a persona) troverete vecchie foto, qualche pannello illustrativo e poco altro. Gli unici oggetti esposti degni di nota sono il pianoforte e la celebre giacca gialla del tour dei Queen del 2006 e una serie di manoscritti con alcuni dei testi scritti dall’autore.

Chiudiamo con qualche suggerimento su dove mangiare e dormire a Stone Town.

Noi abbiamo scelto il Tembo House Hotel. Un edificio storico bellissimo, in riva al mare e con una terrazza panoramica dove fare colazione e cenare.  Il ristorante, aperto anche agli esterni, ha un ottimo menù di piatti tipici dell’isola e i prezzi sono assolutamente contenuti per il tipo di offerta. L’hotel non è tra i più economici, ma vale assolutamente la pena dormirci almeno una notte.

Un altro locale da provare è Out of Afrika. Affaccia sui giardini Forodhani e propone ottimi piatti sia tipici che di cucina internazionale. Bellissima sia l’ambientazione dei locali, sia il negozio di artigianato che si trova al pianterreno.

Terzo ed ultimo suggerimento è il 6 Degrees South. A poche centinaia di metri da Forodhani, è un locale più internazionale, con una bellissima terrazza vista mare, dove aspettare il tramonto con un aperitivo. A cena, piatti internazionali e locali; ottime le grigliate di carne.

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