Istanbul è una città mitica. La sua aura di fascino e magia ne fa una meta nella lista dei desideri di tutti, viaggiatori e non. Fu la sede dei Sultani, il crocevia tra Oriente e Occidente, la destinazione del leggendario Orient Express e, ben più indietro nei secoli, l’antica Costantinopoli. Questi e mille altri sono i motivi per cui Istanbul è una meta sognata e desiderata. Per cui vale la pena programmare un viaggio tra la storia millenaria di questa città.

La storia di Istanbul è quasi tutta concentrata nel quartiere di Sultanhamed, ed è proprio qui che trascorrerete la maggior parte del tempo, durante il soggiorno.

E’ la zona delle Moschee più famose, dei siti storici e archeologici più visitati, del Palazzo del Sultano, del Gran Bazar, tutti visitabili a piedi con spostamenti molto brevi.

Ma andiamo con ordine e vediamo insieme cosa visitare a Istanbul in tre giorni, iniziando proprio dall’ampia zona pedonale di Sultanhamed.

Come in ogni viaggio, la nostra prima visita inizia al mercato. Qui si mescolano colori e suoni, cultura e tradizioni di qualsiasi popolo. E un mercato orientale è un tuffo nel passato; un ideale ritorno alle commistioni con le terre lontane; l’idea delle carovane cariche di spezie e tessuti; il vociare scomposto dei mercanti di tappeti…

Cosa vedere a Istanbul in tre giorni

Certo oggi il Gran Bazar di Istanbul, uno dei più vasti d’Oriente per estensione, è una delle mete più turistiche della città e ha perso molto del romanticismo di qualche riga fa, ma merita comunque di perdersi tra i suoi mille vicoli e migliaia di bancarelle. Qui, tra caldo umido e nuvole di fumo, sono esposte merci di ogni tipo: dalle spezie ai dolci, dai tappeti alle stoffe, fino alle chincaglierie da turisti e ai falsi d’autore.

Cosa vedere a Istanbul in tre giorni

Assaggiate un dolcissimo lokum alle rose, bevete un tè caldo alla  menta o alle spezie e annusate profondamente lo zafferano iraniano o le albicocche disidratate. Se volete fare acquisti, divertitevi a contrattare, ma preparatevi anche all’idea che i mercanti sono molto più abili di noi. Il che significa che pagherete tutto, molto più del suo valore! Ma non prendetevela: fa parte del gioco!

Proseguite a passeggiare nel dedalo delle strade verso sud. Dopo una decina di minuti vi si aprirà davanti il grande slargo dell’antico ippodromo: un’amplissima area che accoglieva oltre centomila persone per assistere a gare e giochi e che oggi ospita anche colonne romane, un obelisco egiziano del 1450 a. C. e soprattutto la Moschea Blu. Questa è una delle visite imperdibili nel cuore storico di Istanbul.

Cosa vedere a Istanbul in tre giorni

E’ indubbiamente la Moschea più scenografica della città, per sua imponenza e per l’altezza dei suoi minareti. Il nome con cui è conosciuta in Occidente (mentre per i turchi si chiama Sultanahmet Camii) deriva dalle piastrelle – appunto – blu che decorano l’interno delle cupole.

Cosa vedere a Istanbul in tre giorni

La visita per gli occidentali si limita allo spazio che affianca il grande tappeto rosso destinato alla preghiera, e il cortile interno, dove si trova la fontana per le abluzioni. All’esterno, nel complesso della Moschea si trova anche una Madrassa: la scuola coranica.

Di fronte alla Moschea Blu si trova l’altra grande costruzione di spicco di tutta Istanbul: Santa Sofia. I suoi 1400 anni di storia hanno visto alternarsi dominatori e governanti molto diversi tra loro e queste differenze di culture, di stili e di religioni si riconoscono tutte all’interno dell’edificio.

Oggi Santa Sofia è tornata ad essere una Moschea, dopo essere diventata, nel 1935, un Museo. Precedentemente, e durante tutto il periodo dell’Impero Ottomano, era una luogo di culto islamico, ma prima ancora una Chiesa bizantina.

Cosa vedere a Istanbul in tre giorni

Oggi è visitabile solo il piano superiore, antico matroneo, mentre il grande spazio al pianterreno è destinato alla preghiera. All’interno si riconoscono tutti i simboli e i dettagli della sua lunga e complicata storia.

I grandi medaglioni in legno riportano i nomi sacri dell’Islam. L’abside è ricoperto di mosaici bizantini che raffigurano gli Angeli e Gesù. Attualmente le figure sono coperte da grandi teli bianchi che permettono comunque la vista dei mosaici, avvicinandosi alla parete durante il percorso di visita.

Cosa vedere a Istanbul in tre giorni

Accanto la Santa Sofia si trova un altro straordinario gioiello di Istanbul, da non perdere assolutamente: la Basilica Cisterna (Yerebatani Sarnici, per i turchi). Anch’essa risale ai tempi dell’antica Bisanzio e aveva la funzione di cisterna di acqua potabile.

Cosa vedere a Istanbul in tre giorni

336 colonne sorreggono una struttura enorme, visitabile grazie ad un reticolo di passerelle sull’acqua. Giochi di luci bianche e colorate permettono scorci incantevoli di questa originale struttura. Passeggiate fino in fondo alla cisterna e date un occhio ai dettagli: alcune colonne sono decorate con motivi geometrici, altre poggiano su teste di medusa recuperate da qualche altro edificio.

La cisterna è una delle visite più affascinanti che si possano fare a Istanbul!

Cosa vedere a Istanbul in tre giorni

Ora è il momento di immergersi nell’Impero Ottomano dei Sultani, con la visita al Palazzo Topkapi. L’edificio è enorme e si sviluppa in tre distinte aree, alle quali si accede da altrettanti giardini interni. Le stanze che vedrete, le cucine e i grandi saloni rendono perfettamente l’idea dello sfarzo e della magnificenza della vita da sultano.

Ma la parte più significativa è senza dubbio il grande harem, dove vivevano circa trecento ragazze, a disposizione del Sultano. Se già le stanze del palazzo erano sfarzose, qui il lusso non aveva limiti. O, per meglio dire, il lusso dove il sultano riceveva le ragazze, perché il dormitorio femminile assomiglia più ad un accampamento di fortuna…

Stucchi, broccati, fontane e grandi divani riempiono invece la stanza principale dell’harem: quella in cui il sultano esprimeva le sue scelte.

Cosa vedere a Istanbul in tre giorni

Arrivate fino all’ultimo giardino e ammirate lo stupendo panorama sul resto della città e sul Bosforo, prima di entrare nei Musei del Palazzo. Sono esposte le armi, le porcellane, i gioielli, le gemme… Qui sono esposti il Topkapi Emerald Dagger, il pugnale ricoperto di pietre preziose e il diamante del cucchiaio, dalla bellezza ancora più sconvolgente.

Tenete presente che visitare il Palazzo, i giardini e i Musei servono almeno tre ore.

Nella zona del cosidetto “Corno d’oro”, la parte che si protende nel Bosforo e che comprende anche Sultanahmed, si trovano anche la cinquecentesca Moschea di Solimano e la Yeni Camii. I loro profili spiccano imponenti in riva al Bosforo e quando attraverserete il Ponte di Galata, saranno i protagonisti principali di tutte le vostre foto!

Cosa vedere a Istanbul in tre giorni

Prima di lasciare Sultanahmed, ci sono altri due edifici interessanti che potrete visitare. Il primo è la Serefiye Sarnici, la Cisterna di Teodosio. E’ un’altra cisterna sotterranea, molto più piccola della Yerebatani ma molto carina, soprattutto per i giochi di luci e musica che vengono proiettati ogni quarto d’ora e che raccontano la storia della Turchia.

Cosa vedere a Istanbul in tre giorni

Poco prima del Ponte di Galata, troverete la stazione ferroviaria di Sirkeci, che venne costruita nel 1890 come capolinea dei treni a lunga percorrenza, verso l’Europa. Questa era quindi la destinazione del leggendario Orient Express, la cui storia viene ripercorsa nel piccolo Museo all’interno della stazione stessa. Oggi del fascino di quei tempi rimane poco, se non le forme sinuose della sala d’aspetto e qualche vetrata artistica antica.

Ora è il momento di attraversare il Ponte di Galata per raggiungere il quartiere di Karakoy. Il Ponte ha due livelli. Su quello superiore passa la strada e un grande marciapiede, dove vedrete uno accanto all’altro decine di pescatori con le loro lunghe lenze. Pescano le sardine, di cui questo tratto di Bosforo è ricchissimo.

Il livello inferiore è invece occupato da una lunga serie di localini: bar, ristoranti, take away che propongono una delle imperdibili specialità della città: il balik ekmek, ovvero il panino (o in versione wrap) con le sardine grigliate, pomodori e insalata. Provatelo perché a raccontarlo, dice poco, ma ad assaggiarlo è un vero piacere! E se volete scoprire cos’altro mangiare a Istanbul, leggete il nostro post “Cosa mangiare a Istanbul: i top 10 piatti”!

Attraversato il ponte entrerete nel quartiere genovese della città. Già, ad Istanbul c’è una cittadella di origine genovese, fatta di strette vie in salita e case colorate, che salgono verso la Torre di Galata

I genovesi si stabilirono a Istanbul verso la fine del 1200, quando ottennero, dall’impero bizantino, il permesso di stabilire una colonia commerciale. Ma i genovesi fecero ben di più e nel 1348, tra le varie costruzioni, innalzarono una torre che era parte delle fortificazioni e aveva una importante funzione di avvistamento, essendo collocata sulla sommità di uno dei colli di Istanbul.

Cosa vedere a Istanbul in tre giorni

La zona è bella da visitare, gironzolando per le stradine tortuose ma soprattutto sedendosi ad uno dei mille tavolini dei tanti locali della zona.

Karakoy, infatti, è uno dei quartieri dove trascorrere le serate a Istanbul! Vale la pena venire in riva al Bosforo poco prima del tramonto, godersi i profili delle Moschee e le luci della città che man mano si accendono, mentre i traghetti fanno la spola con la sponda asiatica.

Una volta calato il sole potete perdervi tra le vie intorno al terminal dei traghetti. Vi troverete tra locali che propongono musica dal vivo, baracchini di streetfood e bar, ristoranti di pesce e di carne. Qui si trova una Istanbul che sembra molto lontana dal suo approccio più rigido: abbigliamento delle persone, musica e cocktails rendono questa zona del tutto simile ad una qualsiasi grande e movimentata capitale europea. E questo è uno dei luoghi dove passerete una piacevole e movimentata serata!

Dalla Torre di Galata, proseguendo verso nord, vi incontra via Istikal. E’ una elegante strada pedonale, con negozi e locali in pieno stile europeo, lungo la quale corrono anche i binari di un antico tram, che porta in Piazza Taksim.

Questo, insieme al vicino Gezi Park, è il centro di tutte le proteste (soprattutto) giovanili della Turchia moderna. La zona non ha molto di storico o artistico da offrire, ma è un altro luogo dov’è possibile passare serate e nottate alternative. In questa zona infatti si trovano club e discoteche, pub e ristoranti moderni. Musica rock, tecno e punk viene sparata da ogni locale, facendo a gara a chi tiene il volume più alto.

Qui tutto è piuttosto trasgressivo, ma non solo se paragonato alla Turchia più tradizionalista, bensì ad una qualsiasi strada di Amsterdam o di Berlino.

Vedendo la vita notturna della zona di Piazza Taksim e la gente che la frequenta, non ci siamo stupiti che proprio da qui parta e si sviluppi ogni tentativo di allontanamento dall’attuale gestione del Paese.

Avrete notato che in questo racconto manca la Istanbul asiatica. Da Karakoy partono traghetti regolari che collegano con Kadikoy, il porto turistico sul lato asiatico. Purtroppo nei nostri quattro giorni ad Istanbul abbiamo programmato la visita alla parte asiatica in un giorno di diluvio, in cui i traghetti non circolavano e siamo quindi stati costretti a desistere…bè, ci serviva una scusa per tornare!

Se nel frattempo state organizzando il vostro viaggio a Istanbul, ecco il nostro post con una serie di consigli utili.

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