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Saint Rhemy è il primo borgo che i pellegrini incontravano, entrati in Italia.
E doveva essere un incontro che ridava luce ai sorrisi dei viandanti, visto che per arrivare fin qui era necessario attraversare il terribile Colle del Gran San Bernardo.
Da qui entra in Italia la Via Francigena: la strada che dalla Cattedrale londinese di Canterbury portava i pellegrini a Roma, attraversando la Francia e la Svizzera.

Berlino è un originale mix di fermento artistico e di storia, di imponenza e di trasgressione.
O, almeno, così sembra.
A Berlino si ritrovano dei tratti caratteristici di tutte le grandi città dell’Est Europa.
Di quella “cortina di ferro” che ha costretto alla repressione, al silenzio e agli sguardi bassi la popolazione.
We are the people” gridavano a est in quel 1989.

Napoli ci piace. Ma proprio tanto.
Napoli non si discute, non si giudica; non si deve provare a capirla.
A Napoli ci si deve lasciare trascinare. Napoli è un fiume in piena. Un susseguirsi di botteghe, portici, colori, venditori chiassosi, chi ti legge la mano e chi ti vende un cornetto rosso fuoco. Una statua di pulcinella, una piazza che si apre improvvisa su una Chiesa barocca, una musica neomelodica. Il profumo di un panificio, la vetrina zeppa di cibo, l’odore del pesce, l’acqua di scolo. I murales di Maradona e di San Gennaro.

Qui sono le contraddizioni di una città travolgente che ti avvinghia, ti stupisce, ti affascina, ti toglie il respiro e non ti dà tregua.

Per apprezzare Sofia bisogna andare oltre il primo impatto.
Già perché, diciamo la verità, arrivare a Sofia attraversando la sua periferia non è esattamente il migliore dei biglietti da visita. Un labirinto di palazzi grigi e degradati degni dei retaggi del periodo non troppo felice della storia bulgara.
Man mano però che ci si avvicina al centro, le strade si fanno luminose e ordinate, i palazzi sempre più nuovi e lindi e l’ambientazione simile ad una moderna e dinamica capitale europea. Una Sofia diversa, quindi. Una città “nuova” che, nei mille locali del centro, nei negozi e nei tantissimi ragazzi che la animano, dimostra con chiarezza la sua voglia di emergere e farsi notare.

Fare i turisti a Sydney è quasi del tutto inutile. Difficile dire cosa vedere a Sydney: c’è pochissimo da visitare ma moltissimo da “fare”. La città potrebbe essere inserita, a buon diritto, nella top ten delle più vivibili al mondo e come tale non va vista, ma vissuta.
Giovane, dinamica e vivace con un gran numero di negozi, centri commerciali e ancor più di locali e ristoranti dove cenare o, più semplicemente, dove bere un aperitivo ascoltando musica live.