E’ decisamente riduttivo parlare di cosa vedere ad Amalfi. Perché Amalfi, in Provincia di Napoli, non è un luogo. Amalfi è una sensazione. E’ il piacere di percorrere una strada difficile, tortuosa, fatta di curve strette e saliscendi…ma la più pittoresca d’Italia, con scorci sul blu del mare e il verde delle maioliche. Una strada che sembra un dispetto perché i panorami che offre sono di una bellezza struggente, ma chi guida non può distogliere lo sguardo dalla strada. Il blu cobalto, per dispetto.

E dopo curve d’azzurro e paeselli aggrappati tra rocce e mare, appare il borgo che dà il nome alla Costiera più bella d’Italia. Un tempo gloriosa Repubblica Marinara, la cui croce blu ancora sventola al centro del tricolore della Marina militare, oggi Amalfi vive di turismo e di bellezza. Anzi, Amalfi è bellezza.

Quindi, cosa vedere ad Amalfi? Qualsiasi dettaglio, soffermandosi con calma. Un vicolo, una finestra sul mare, una stretta scalinata in salita e le case intonacate di bianco fresco.

C’è il Duomo di Sant’Andrea, naturalmente! Una commistione di stili che ben rappresenta il lungo periodo di costruzione, restauro, rifacimento e consolidamento. Quasi mille anni di continui interventi, influenzati anche (o soprattutto) dai viaggi per mare degli Amalfitani. Fermatevi ad osservare il portale di bronzo: risale al 1066 e venne portato in costiera da Costantinopoli.

Cosa vedere ad Amalfi

Guardate il campanile, i mosaici della facciata, gli affreschi della cripta… vi piacerà tanto, ma nulla vi incanterà quanto il vederlo apparire, seminascosto tra le case, entrando da Porta della Marina. Immagine iconica del nostro Paese, che non vi lascerà indifferenti.

Cosa vedere ad Amalfi

Fatti gli scalini, visitato il Duomo, tornate in piazza ed entrate da Pansa. E’ la storica pasticceria di Amalfi, dove si sfornano delizie al limone, babà e sfogliatelle dal 1830. Assaggiate e non ve ne pentirete! Anche perché si servirà energia per percorrere la strada in salita verso la Valle dei Mulini.

Cosa vedere ad Amalfi

Amalfi è da sempre celebre per la carta. La tecnica di fabbricazione venne appresa dagli arabi e facilitata dalla presenza di acqua che ancora oggi scorre abbondante sotto la strada.

Si produceva carta di qualità, forse per la prima volta in Europa (non ce ne vogliano gli amici di Fabriano!), ancora una volta grazie ai viaggi in Palestina e in Siria, dove numerose erano le botteghe dei mastri cartai.

Ancora una volta un’eccellenza amalfitana che nasce dai fasti della Repubblica marinara. Oggi il Museo della Carta è imperdibile tra le cose da vedere ad Amalfi. E per arrivarci, risalendo la cosiddetta Valle dei Mulini, si è circondati da piccole botteghe artigiane dai dettagli ricercati, di quelli che rapiscono lo sguardo…

Dopo aver risalito la corrente del torrente, tornate verso il mare. Gli archi d’accesso alla città, l’Arsenale della Repubblica e le bandiere che sventolano sul molo sono testimoni di un passato glorioso che non ha mai del tutto abbandonato questo incantevole borgo marinaro.

Qualche informazione di servizio:

Amalfi è cara. Anzi, è cara oltre ogni logica. Il parcheggio pubblico accanto al porticciolo costa 6€ all’ora.

Se volete fare il bagno sappiate che due lettini e un ombrellone vi costeranno 50€ al giorno.

Un sorbetto al limone, servito nel limone stesso (delizioso, per carità…) costa 8€.

Questo è il limite di Amalfi: non è il caso di fermarsi oltre il tempo necessario per una visita alla città. Dimenticatevi di pranzare, di stare al mare o di togliervi qualche sfizio. Dopo averne apprezzato la storia, proseguite oltre…

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