Quando abbiamo scelto la nostra meta, ci siamo subito chiesti de 5 giorni a Valencia non fossero troppi. Nel dubbio, abbiamo quindi ipotizzato anche qualche escursione dei dintorni o in qualche città vicina.
Bè, sapete una cosa? Siamo ripartiti da Valencia alla fine del nostro viaggio, senza avere visto tutto!

Certo, con i bambini i ritmi sono più rilassati. La città, peraltro, si presta molto bene ad essere visitata con i più piccoli: tra un parco giochi e un’horchata, un esperimento al Museo della scienza e una corsa lungo il Turia, le giornate volano in modo molto divertente e catturando la curiosità dell’intera famiglia.

Di cosa fare a Valencia con i bambini abbiamo già detto in “Cosa fare a Valencia con i bambini”.

Le zone di maggior interesse della città, con la più grande concentrazione di cose da vedere e da fare, sono quattro: il centro storico; la città delle arti e della scienza; i giardini del Turia; le spiagge.

Il Centro Storico:
Se pensiamo che Valencia è la terza città della Spagna, il suo centro storico è relativamente piccolo. Eppure è un concentrato d’arte e storia che non vi catturerà.

Il punto di riferimento principale, il centro cittadino è Plaza Ayuntamiento. Lì si trova il Municipio, sopra al quale svetta il simbolo della città: il rat penat.
Una grande aquila? Una tigre? Un dragone?
No, niente di tutto questo, ma un piccolo pipistrello nero!

Il Rat Penat

Sembra che la ragione di tale scelta sia legata al periodo di dominazione araba della città o, meglio, alla sua fine. Gli arabi allevavano i pipistrelli per tenere lontane le zanzare e il Sultano, nelle stanze del palazzo, aveva il suo pipistrello preferito. Una sorta di “pipistrello reale” al quale il Sultano era legatissimo e al quale gli indovini legarono indissolubilmente l’esistenza stessa del Sultanato. “Finché vivrà il pipistrello, il dominio arabo si protrarrà florido”.

Il Municipio di Valencia

Durante una battaglia con l’esercito di Giacomo d’Aragona, intorno al 1230, il pipistrello fu attratto dal dragone impresso sugli scudi dell’esercito nemico. Andò incontro ai soldati e venne ucciso. Lo stesso giorno gli arabi persero definitivamente il dominio sulla città e quel pipistrello divenne simbolo della nuova Valencia cristiana.

Questo narra la leggenda, ma in realtà nessuno sa per certo la ragione di una scelta così curiosa.

Plaza Ayuntamiento è anche il centro delle manifestazioni, delle feste e dei raduni di Valencia. Il punto dove abbiamo festeggiato la mezzanotte del 31 dicembre tra musica, balli e i famigerati 12 chicchi d’uva!

Plaza Ayuntamiento

Poco più a nord dell’Ayuntamiento si trova Plaza de la Reina dove sorge la Cattedrale che nel 1238 Giacomo I (quello del pipistrello!) consacrò all’Assunzione di Maria.

La Cattedrale di Valencia

Storia travagliata quella della Cattedrale: sorge su un sito dove prima si trovava una Moschea a prima ancora la Cattedrale visigota. Oggi è un bell’edifico gotico, nemmeno troppo imponente. All’interno sembra ospiti, in una decoratissima Cappelletta laterale, una coppa d’ambra risalente al I secolo a.C. che – si dice – sarebbe il Sacro Graal.

L’ingresso alla Cattedrale costa 7€ ma alla domenica è gratuito.

Il Sacro Graal

Vi è venuta fame? O più…voglia di qualcosa di buono?!

Bene, tornate indietro di qualche centinaio di metri. Proprio di fronte alla Chiesa di Santa Catalina troverete uno dei più antichi locali di Valencia: l’Horchateria Santa Catalina. Ha più di 200 anni e, tra azulejos, tavolini in marmo bianco e sedie in legno, prepara orzate e sforna fartons. Sono dolci tipici della zona: una specie di cannolo di pastasfoglia vuoto o ripieno di crema.

Provatene qualcuno con l’orzata….ma mica per mangiare! Solo per provare una tradizione cittadina…

Se invece manca poco all’ora di pranzo (che a Valencia significa intorno alle 14) puntate dritti al Mercado Central. E’ una bella costruzione del 1914 e all’interno è un affollato e chiassoso tripudio di colori, profumi, cibo. E’ una meta piuttosto usuale per i valenciani che vengono regolarmente a fare acquisti; noi ci siamo limitati ad osservare i banchi stracolmi di frutta colorata, di pesce, di pane e di carne.

Mercado Central

La tentazione di assaggiare, come in ogni mercato, è forte: se il tempo è buono (ed è difficile che a Valencia non lo sia) compratevi il pranzo e andate a fare un picnic nei giardini del Turia.

Bene! Abbiamo soddisfatto vista, olfatto e…stomaco?!

Allora possiamo iniziare a ripercorrere un po’ di storia commerciale della città, entrando a La Lonja.

Nella enorme sala delle contrattazioni avvenivano gli scambi commerciali delle merci e vi si trovava anche una banca. Una sorta di tempio pagano del denaro, costruito nel XV secolo e oggi Patrimonio Unesco.

E infatti è talmente tanto “tempio” che sembra una chiesa: tre navate, alte colonne, soffitto a volte e finestre e finestre gotiche con vetrate colorate.
E come in ogni tempio che si rispetti, ci sono anche gli ammonimenti, qui espressi in forma molto curiosa.

Nel salone si entra attraverso la porta dei peccati: un invito a commerciare in modo onesto attraverso statue e sculture comiche. Delle persone ubriache, dei lussuriosi e perfino un’aquila che punzecchia le parti intime di un uomo!

Il bell’edificio è completato dal Consulado del Mar, dove si discutevano le controversie sul commercio marittimo, e da un cortile interno zeppo di invitantissimi aranci.

L’ingresso a La Lonja costa 2€, ma la domenica è gratuito.

Poco lontano da La Lonja si trova Plaza de el Patriarca, con l’omonimo Museo. Un bel chiostro, opere di Caravaggio e El Greco e Manoscritti di Tommaso Moro sono ospitati in questo antico spazio espositivo.
Attenzione perché ha orari di visita molto ristretti: dalle 11 alle 13.

Poi si va tutti a pranzo! Prima però, se avete ancora voglia di storia, fatevi una discesa nella Valentia romana a La Almoina. Passeggiate qualche metro sotto terra tra le abitazioni e le terme romane.

2€ per gli adulti e 1€ per far fare gli esploratori ai vostri bambini!

Ok, è ora di cena! Tranquilli, siete nel posto giusto!

A pochi passi da voi c’è il Ristorante La Riuà. Dicono sia la miglior paella di Valencia. Non sappiamo se sia vero, però è tanto, tanto, tanto buona… Prenotate un paio di giorni prima perché rischiereste di non trovare posto. Ah…ricordate: la paella valenciana ha il pollo, il coniglio, i fagioli e le taccole. Tutto il resto, è un falso!

Paella!
Ristorante La Riua

La città delle arti e della scienza:
Uno spettacolo, non c’è che dire!
Calatrava, l’architetto, per qualcuno era un pazzo da rinchiudere; per altri è il colpevole di aver prosciugato le finanze cittadine. Per altri, un folle visionario.
E per fortuna!

Il complesso architettonico è meraviglioso ed è uno dei motivi per cui si deve venire a Valencia!

Perdetevi tra gli edifici; sedetevi e guardate in alto. Sdraiatevi e cogliete tutti i particolari e poi tornate ad osservare l’insieme. Non ve ne stancherete mai!

Il complesso è formato dal Palazzo delle Arti, utilizzato per concerti e rappresentazioni teatrali; il planetario utilizzato come cinema 3d; il Museo della Scienza e il Museo Oceanografico. Tutti gli edifici sono collegati dall’Umbracle, una passeggiata di oltre 300 metri tra palme e fiori.

Umbracle

Noi abbiamo deciso di vedere anche l’interno: il Museo della Scienza, lo spettacolo al planetario e l’acquario.

Il Museo della Scienza è curioso, interessante e i bambini si divertono a provare molti esperimenti. Divertente giocare a tris contro un robot o provare la gara tra cervelli. O meglio: tra onde cerebrali, con le quali si deve spostare una pallina verso l’avversario!

Per il resto, non il più bello che abbiamo visto.
La durata della visita è di circa 3 ore.

All’Hemisferic vengono proiettati film in 3d della durata di circa un’ora e prima dello spettacoli (attenzione: non di tutti!) vengono fornite le cuffiette per le traduzioni in diverse lingue, tra cui l’italiano.

Si prenota almeno il giorno prima (alla cassa del Museo della Scienza) e, se non avete il biglietto cumulativo che si compra online, costa 8,5€ a persona.

Per quanto riguarda il Museo Oceanografico, si tratta di una struttura enorme, curata e ben tenuta. Vengono ospitate specie dall’antartico, ai mari tropicali e nell’area esterna si trovano anche pellicani, fenicotteri e altre specie di volatili. Però gli animali, soprattutto i più grandi (come gli squali, i beluga, i trichechi) sono pur sempre in una gabbia un po’ strettina…

Leo, davanti alle vasche dei delfini, ci ha detto “mi sa che erano più felici quelli che abbiamo visto nell’Oceano”. Ecco. Non c’è altro da aggiungere.

La visita al Museo Oceanografico durerà l’intera giornata. Non commettete l’errore di mangiare all’interno: cibo di qualità medio bassa, grande affollamento, prezzi folli. Compratevi dei panini al mercato e sfruttate le aree all’aperto per mangiare e riposarvi.

Il biglietto cumulativo per tutte le attrazioni costa 28,60€ e si può prendere online. Non è conveniente rispetto all’acquisto in biglietteria, ma il grande vantaggio è quello di evitare la coda!

I Giardini del Turia:
Ovvero: quando una quasi catastrofe si trasforma in un’opportunità.

Il Turia era un fiume che per nove lunghi chilometri attraversava la città di Valencia. Purtroppo però l’attraversamento era piuttosto inquieto, al punto che le continue esondazioni costrinsero a deviare il corso del fiume facendogli evitare il centro abitato.

Rimaneva così un letto in secca, apparentemente inutile. Le prime ipotesi di riutilizzo immaginavano una lunga autostrada urbana, ma fortunatamente prevalse la lungimiranza.

Se ne fecero nove chilometri di parco pubblico, tra giardini, roseti, parchi giochi, percorsi benessere, attrezzi, piste ciclabili, corsie per chi corre, campi da calcio e da tennis…

Una meraviglia, qualsiasi tipo di fruitore possiate essere!

I bambini, naturalmente, vi faranno trascorrere una giornata intera saltellando da un parco giochi all’altro. Rassegnatevi all’idea! Comprate del cibo take away e prendete posto su una delle mille panchine o sui tavolini, mentre i vostri bambini giocano.

Uno dei punti più interessanti per i bambini (e non solo!) è il Parco Gulliver. Un enorme Gulliver disteso, fatto di enormi scivoli dove può tranquillamente scivolare insieme…non so, per esempio…una famiglia di 4 persone!

Il Gulliver gigante!

Andateci e divertitevi insieme ai bambini! L’orario di apertura è 10-17 e nel periodo estivo si entra in turni di mezz’ora.

Le spiagge:
Quando si passeggia per Valencia, spesso si dimentica che la città è sul mare!
Tranquilli: a ricordarcelo arriva ogni tanto una piacevole brezza carica dei profumi marini.

Alle tre spiagge cittadine (Cabanyal, Malvarrosa e Patacona) si arriva con l’autobus n. 19 da Plaza Ayuntamiento o dalla Città della Scienza. Nel primo caso ci si impiega circa 40 minuti, nel secondo dieci minuti in meno. Oppure si può prendere la metro, scendendo a Maritim – Serreria.

L’autobus costa 1,5€ a corsa a persona, compresi i bambini, se comprate il biglietto sul bus. Si possono però comprare tessere ricaricabili per 10 viaggi a 0,75€ a viaggio.
Anche la metro costa 1,5€ la corsa, ma i bambini fino a 6 anni non pagano. La tessera per 10 viaggi costa 8€.

Scendendo a Maritim, come abbiamo fatto noi, si può anche visitare il piccolo, vivace e affollatissimo mercato coperto di Cabanyal.

Le spiagge, dicevamo: il lungomare è molto curato. Le palme fanno da cornice ad una lunga pista ciclabile che costeggia la larghissima spiaggia, da un lato, e una fila di ristoranti e bar, dall’altro.

Complice il tempo piuttosto mite (durante la nostra visita di gennaio, c’erano 24 gradi!) abbiamo passeggiato scalzi sul bagnasciuga…ma immaginiamo che nel periodo estivo siano una buona via di fuga per una giornata di mare!

Se volete mangiare in zona, vi consigliamo Bodega La Pascuala. Un bar d’inizio 900 che serve qualche decina di tipi di panini, dal costo intorno ai 4€. Se avete molta fame, un panino basterà per due persone! Con poca fame, mangiate anche in tre!

Se avete ancora un po’ di tempo, andate a curiosare a Ruzafa, il quartiere a sud della Stazione.

E’ un quartiere di palazzi e non ci sono monumenti, ma negli ultimi anni ha avuto una interessante riqualificazione. Di giorno gallerie d’arte, librerie e negozi d’antiquariato; di sera locali, ristoranti e bar de tapas molto animati.

In zona ci sono anche molti noleggi di biciclette, per circa 10€ al giorno. In tutta la città ci sono chilometri di piste ciclabili che dal centro storico portano fino in spiaggia. Un ottimo modo per muoversi!

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