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“Non credo che Roberto Baggio sappia che il suo rigore sbagliato ha provocato le lacrime di almeno un piccolo bambino nella Sarajevo sotto assedio”.
Era il 1994 e mentre a Los Angeles l’Italia perdeva la finale mondiale contro il Brasile, l’esercito serbo non dava tregua alla Capitale della Bosnia Erzegovina.
Jasminko Halilovic era un bambino di 6 anni e quell’Italia Brasile è la prima partita di calcio in tv, di cui abbia memoria.

Pochi luoghi al Mondo fanno percepire forte e potente la magia della Natura.
Uno di questi è il deserto. E la misura di questa forza, in particolare, ce la danno le oasi. Là dove scorre un rivolo di acqua sotterraneo invisibile e quasi insignificante, in mezzo a chilometri di sabbia spunta dal nulla una chiazza verde.
Erba, grano, palme da datteri, albicocchi, mandorli. E roseti.

Kanazawa, nonostante si sia aperta da pochi anni al turismo internazionale, vanta delle eccellenze artistiche e naturali di rara bellezza offrendo a chi la vuole conoscere un interessante connubio tra antichi quartieri giapponesi, castelli e giardini zen.

Solo nel marzo del 2005 venne inaugurata la linea shinkansen Hokuriku che collega la capitale Tokyo a Kanazawa in poco più di due ore. E’ quindi facile immaginare come da quell’anno il turismo sia notevolmente cresciuto in questa regione del Giappone.

La città di Khajuraho è una tappa obbligata per tutti i viaggiatori nel nord dell’India.
Vi si trova infatti un’area archeologica  di indubbio interesse storico artistico, con i famosi templi che raffigurano, con statue finemente scolpite, le posizioni del kamasutra.
La Khajuraho che vogliamo però raccontarvi, è quella dei suoi abitanti e delle loro case. Quella che sfugge ai turisti organizzati…