Se è vero che il colore mette allegria, allora l’isoletta di Burano è uno dei posti più allegri del Mondo!
La piccola isola della laguna di Venezia, poco più di duemila abitanti, è un tripudio di vivacità dalle tinte sgargianti. Burano infatti è celebre per le sue casette basse e colorate con le più svariate tonalità.

Il motivo per cui sono state colorate le case si perde indietro nei decenni e non è del tutto chiaro: secondo alcune fonti sembra che i colori accesi servissero ai pescatori per riconoscere la propria abitazione anche dal mare, durante le giornate di nebbia fitta; secondo altri i colori erano rappresentativi di una discendenza familiare.

A prescindere dalle ragioni per cui gli abitanti di Burano decisero di dipingere le loro case, il risultato finale è molto ben riuscito e l’effetto decisamente piacevole!

Se decidete di passare una giornata a Burano, sappiate che sarà molto rilassante. Sull’isola infatti c’è poco da fare o da vedere, se non passeggiare per le calli e i campielli, entrare in qualche pasticceria ad assaggiare il bussolà e poi fermarsi ad ogni angolo e scattare mille foto cercando i toni di colore che preferite.

Su Piazza Galuppi, la piazza principale ricavata interrando un canale, si affacciano il Museo del Merletto e la Chiesa di San Martino, unica dell’isola. Il suo campanile ha una caratteristica che si nota già in laguna, in vaporetto durante l’avvicinamento all’isola: è storto!
Un cedimento del terreno lo ha fatto inclinare di 1,83 metri (poco meno della torre di Pisa) e la pendenza è piuttosto evidente.
Dal retro della Chiesa, se vi affacciate verso il mare, potrete vedere l’inconfondibile skyline di Venezia in lontananza.

Qui, dicevamo, si trova anche il Museo del Merletto.

Una delle leggende dell’isola racconta di un giovane pescatore promesso sposo che, durante un’uscita in mare, venne ammaliato e tentato dal canto delle sirene. Il giovane però era talmente innamorato che seppe resistere; la sua determinazione venne così apprezzata dalle sirene che dalla increspatura delle onde del mare crearono un bellissimo velo nuziale per la sposa. Visto quel velo, tutte le giovani di Burano fecero a gara per creare veli sempre più eleganti e belli. Nacque così l’abilità nella lavorazione dei merletti.

La realtà invece sembra essere molto più semplice e concreta: l’arte del merletto nacque dalla grande capacità di riparare in casa le reti da pesca.

Nel XV secolo iniziò il commercio dei merletti, grazie anche alle corporazioni di mercanti veneziani e alla creazione di grandi laboratori per la produzione di queste opere d’arte. Il gradimento dei merletti arrivò fino alla corte di Francia, dove addirittura Luigi XIV commissionò un collare di merletti di Burano per il giorno della sua incoronazione.
Con la fine della Repubblica Serenissima di Venezia nel 1797 il commercio si interruppe e l’attività cessò quasi completamente fino alla rivalorizzazione artistica dei nostri giorni.

Dalla piazza percorrete via Galuppi: è la via principale di Burano, dove si trovano la maggior parte dei negozi, ristoranti e bar. Su questa via troverete anche la Pasticceria di Carmelina Palmisano, uno dei locali storici dell’isola. Qui si produce il bussolà: un biscotto secco fatto, ci raccontano in pasticceria, con 12 tuorli d’uovo ogni chilo di farina. Praticamente un pasto piuttosto nutriente!

Se anche voi non resisterete all’idea di seguire angoli pittoreschi e colori, allora fate una breve deviazione da via Galuppi su Calle del Pistor. Qui si trova “la casa di Bepi”, celebre per il fatto che è stata dipinta con tutte le tonalità di colori presenti sull’isola: in pratica, un quadro un po’ eccentrico a forma di casetta!

Strette calli, finestrelle colorate, campielli e panni stesi tra le case. Tanto pittoresco da sembrare una scenografia di qualche film; qui invece la gente abita per davvero, vive e lavora. E spesso fa i conti con i dispetti del clima e i suoi effetti: accatastati in qualche angolo ci sono tanti mobili ancora gonfi di acqua. Qui l’acqua alta è un grande problema, forse più che a Venezia se non altro per il fatto che delle “periferie” pochi se ne preoccupano. Ma i veneziani, come qualcuno ci ha detto chiacchierando, sono gente tosta e di certo non stanno fermi a piangersi addosso!

Qualche informazione di servizio:
Per arrivare a Burano dovete prendere il vaporetto numero 12, che collega Fondamenta Nove a Venezia con Treporti, a pochi chilometri da Jesolo.
Potete quindi scegliere se partire da Venezia arrivando in treno, oppure se arrivare a Cavallino Treporti in auto e lasciarla nel grande parcheggio (tariffa 10€ per la giornata) proprio accanto agli imbarchi.

Da Venezia a Burano servono circa 40 minuti di navigazione, mentre da Treporti solo una decina.

Il costo del biglietto è di 7,5€ a persona a tratta. Non esattamente economico, quindi valutate bene: se volete vedere anche Murano, Torcello o muovervi all’interno di Venezia conviene il biglietto giornaliero che costa 20€ a persona. Se scegliete questa opzione, tenete presente che il giornaliero si fa in biglietteria e a Treporti non c’è la biglietteria (ma il biglietto di corsa semplice si paga a bordo).

Pranzare a Burano, così come a Venezia, può costare piuttosto caro. Potete optare per una cicchetteria, (una sorta di bar de tapas veneziano!) dove bere uno spritz mangiando bocconcini tipici (polenta e baccalà; gamberoni con polenta fritta; sarde in saor; polenta e salame…).

Un’altra alternativa è il fritto misto take away: per circa 12€ potete provare un cono (il cuoppo napoletano!) pieno di calamari fritti. Siccome sembra sia stato inventato qui, se ne trova un po’ ovunque!

3 Comments

  1. Aspettavo il vostro post su Burano! Non vedo l’ora di andarci. Io farò il biglietto giornaliero e volevo fare Burano, Murano e Torcello: avrò molto tempo libero dato che il museo del merletto e del vetro saranno chiusi (vado di lunedì) e avrò base a Treviso (solo mezz’ora di treno e ce ne sono tantissimi … quindi me la prenderò con molta calma).

    Avevo letto della Case del Pepi e ci farò sicuremente una tapp!

    • Andrea - Impronte Nel Mondo Reply

      Ciao Katja!
      Effettivamente l’opzione migliore è unire le tre isole in un’unica visita.
      Anche Torcello è da vedere, se non altro per il fatto curioso che è un’isola di 9 abitanti.
      Comunque in una giornata riuscirai tranquillamente a vedere tutto con molto relax!
      Buona gita…e goditi anche Treviso, altro gioiellino molto interessante.

      Grazie e buona giornata
      Andrea

      • Alla fine ho visitato Burano, Murano e Torcello immerse nella nebbia e mi hanno fatto una strana sensazione … ci stava bene qualche storia di fantasmi! 😉

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