.La via principale della cittadina di Corfù (o Kerkyra) si chiama Listòn.
Se vi lasciate il mare alle spalle ed entrate nel centro storico, vi troverete in un dedalo di viuzze strette tra gli alti palazzi. Piazze, gradini e campielli si alternano di continuo, lasciando spazio ai portici delle abitazioni davanti alle quali antichi pozzi ricordano come ci si procurava l’acqua.
Bastano poche decine di metri per capire che qui i segni della dominazione veneziana sono ancora tutti molto evidenti: nella struttura cittadina, nella conformazione del centro storico e nella toponomastica.Il Listòn è il primo esempio. La grande Spianada, il secondo.Corfù Old Town

L’isola di Corfù, intorno al 1380, decise autonomamente di diventare territorio della Repubblica di Venezia e ne rimase parte fino alla caduta del 1797.
Più di quattrocento anni hanno profondamente determinato tutte le caratteristiche di questa isola, così diversa dalla stereotipata “idea di Grecia”.

Il Listòn, dicevamo, è la via lastricata che segna idealmente il limite del centro storico, verso il mare. E’ uno dei più frequentati ed animati punti di ritrovo della città soprattutto nelle sere estive quando si riempie di tavolini e di musica.

Di fronte al Listòn si apre, dicevamo, la Spianada, grande spazio verde dove trovare un po’ d’ombra nelle giornate torride. Qui si trova un curioso monumento neoclassico ottocentesco, costruito in onore di Sir Thomas Maitland, ultimo lord inglese commissario delle isole ioniche per conto della corona.

Oltre la Spianada si erge la Antica Fortezza Veneziana.
Il promontorio era stato scelto per costruire l’antica città bizantina, sui resti della quale i veneziani decisero di costruire la roccaforte. Prima però ebbero un’idea che valse a Corfù la difesa da ben tre assedi ottomani: costruire un fossato intorno alla cittadella, facendola così diventare una vera e propria isola artificiale.Corfù Old Fortress

Oggi, all’interno della cittadella fortificata, si possono ammirare vecchie caserme, edifici adibiti a prigioni, una serie di antichi cannoni restaurati e la Chiesa di San Giorgio: opera inglese ottocentesca che ricorda un tempio greco.
Ma soprattutto, dal punto più alto della fortezza, ci si può godere un incantevole panorama sul porto e sul mare.

Se i bastioni della fortezza offrono straordinari scorci sul mare turchese, la parte più pittoresca e affascinante di Corfù è il centro storico.

Sedetevi ai tavolini di una delle tante taverne e assaggiate la pita con i souvlaki ma fate attenzione, perché qui l’orgoglio ellenico si fa sentire…

May we have orange juice and apple juice?” chiedono i nostri vicini di tavolo tedeschi.
“No sir, I can’t serve you orange or apple juice. In our tradition souvlaki can’t be eaten with fruit juice. Would you prefer wine, beer or water?”

Standing ovation per il cameriere.

Se invece non avete voglia di pranzare seduti, prendete un gyros take away e gironzolate per le tante botteghe artigiane. Troverete tanti articoli per turisti, ma anche il più famoso prodotto di Corfù: le spugne.

Prima di lasciare la città di Kerkira per visitare i dintorni, date un occhio anche ai bastioni della fortezza nuova. E’ sempre veneziana, risale alla metà del 1600 ed oggi è utilizzata principalmente per mostre temporanee, concerti e spettacoli.

Venne quasi completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale, ma si possono ammirare le possenti mura e la via lastricata di accesso alla porta principale, sulla quale fa ancora bella mostra il leone di San Marco.Corfù Fortezza Nuova

Se volete visitare anche i dintorni della città di Corfù, vi suggeriamo un paio di luoghi da non perdere.

Il primo è il piccolo Monastero di Vlakerna. Risale al XVII secolo e la sua particolarità è dovuta al fatto che si trova su una piccolissima isola, di cui è il solo edificio.Corfù Vlakerna

Corfù VlakernaLa piccola isoletta è collegata alla terraferma da un pontile al quale sono attraccate le barche che, per un paio di euro, vi portano all’isolotto di Pontikonissi.

Su Pontikonissi si trova una piccola e deliziosa Chiesetta del XIII secolo e tutta l’isola è visitabile in pochi minuti.

Se volete perdere un po’ di tempo attrezzatevi per prendere il sole e fare un tuffo: pochi si fermano qui e la maggior parte dei turisti scende, gira intorno alla Chiesa e se ne torna indietro.

Corfù PontikonissiTenete presente che sull’isola non c’è nulla: solo un piccolissimo negozietto che vende souvenir e bibite fresche.

Vlakerna e Pontikonissi si trovano a sud di Kerkyra, a pochissimi metri dalla pista dell’aeroporto di Corfù e gli aerei sfrecciano a pochi metri dalle teste delle persone. Nessuno resiste alla tentazione di fotografarli. Nemmeno noi!

A circa 20 chilometri a nord di Kerkira si trova Palaiokastritsa, un piccolo paese circondato da due spiagge meravigliose e un tratto di costa rocciosa dalla bellezza sconvolgente.

L’elemento di maggior attrattiva è l’antico Monastero bizantino fondato nel 1228 e costruito su antiche fondamenta di un castello. Proprio da questo “antico castello” deriva il nome Palaiokastritsa.

Per la sua strategica posizione a picco sul mare, venne più volte distrutto e ricostruito e l’attuale struttura del Monastero risale all’ultimo rifacimento della fine del 1500.

La struttura è una straordinaria oasi di tranquillità: rododendri colorati, profumo di piante aromatiche e gatti pigri vi accoglieranno lungo i due piani sui quali si sviluppa il Monastero.Corfù Palaiokastritsa

Nel punto più alto si trova la Chiesa e un piccolo giardino comune intorno al quale ci sono le piccole abitazioni dei Monaci. Ma soprattutto una vista sulla costa, da cartolina.

Al livello più basso si incontra un lungo tunnel che conduce verso il piccolo Museo dove sono conservate le antiche macine dei frantoi, attrezzi e altri oggetti. Poi un negozio di prodotti locali tra cui olio, origano, liquori e marmellate di kumquat.Corfù Palaiokastritsa

Il kumquat è un piccolo mandarino che viene coltivato in Cina dal XII secolo. Le ragioni per cui sia arrivato sull’isola di Corfù non sono chiarissime: alcune fonti raccontano di un botanico inglese che ne introdusse la coltivazione alla metà dell’800, mentre altre parlano di monaci rientrati da viaggi in Oriente.

Il fatto certo è che oggi Corfù vanta la maggior produzione europea di questo curioso piccolo e aspro mandarinetto.

Da provare….ovviamente!

2 Comments

  1. Mi piace moltissimo la Grecia ma a Corfù ancora non sono stata. Vedendo le foto però mi avete fatto venire voglia di partire, visitare Corfù e fermarmi a cenare in una delle taverne con i tavolini all’aperto.

    • Corfù è stata una gran bella sorpresa! Ci siamo arrivati dall’Albania per stare qualche giorno ma in realtà ci siamo fermati una settimana…e non basta per vederla tutta!
      Facci un pensierino quando avrai occasione!
      …e quelle taverne sono una meraviglia di vitalità, allegria e ottima cucina!

Write A Comment