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.La via principale della cittadina di Corfù (o Kerkyra) si chiama Listòn.
Se vi lasciate il mare alle spalle ed entrate nel centro storico, vi troverete in un dedalo di viuzze strette tra gli alti palazzi. Piazze, gradini e campielli si alternano di continuo, lasciando spazio ai portici delle abitazioni davanti alle quali antichi pozzi ricordano come ci si procurava l’acqua.
Bastano poche decine di metri per capire che qui i segni della dominazione veneziana sono ancora tutti molto evidenti: nella struttura cittadina, nella conformazione del centro storico e nella toponomastica.

Corfù è un’isola un po’ strana. Una di quelle che difficilmente riesci ad inquadrare per bene.
E’ greca. Indubbiamente molto greca. Quella Grecia delle casette bianche, le taverne e le piccole insenature dall’acque turchese.
Ma Corfù è anche un’isola con le spiagge iper-attrezzate e affollatissime; con il traffico cittadino impazzito; con i locali chiassosi e i turisti un po’ trasgressivi.
Però è anche un’isola abbastanza grande per tutti i gusti e le esigenze. L’importante è scegliere la zona giusta dell’isola!

Sigá sigá“.
Makis lo ripete mille volte. A noi e agli altri pochi avventori.
Piano piano“…
Del resto qui a Pentati il tempo dev’essere un concetto molto particolare.
Un mucchietto di piccole case aggrappate tenacemente alla montagna, un uliveto immenso che è lì da mille anni, i tronchi che per abbracciarli devi essere almeno in tre.
Laggiù, in fondo, il mare e una vista che nemmeno le più belle cartoline….

La Grecia, si sa, vanta più di tremila isole raggruppate in arcipelaghi, ognuno dei quali ha caratteri propri che li distinguono. Se le Cicladi sono ricordate per il vivace azzurro dei tetti e il Dodecaneso per paesaggi brulli arsi dal sole, le Ionie le ricorderete per le cinquanta sfumature del loro mare. Vi basterà recarvi in una qualsiasi spiaggia per capire la straziante nostalgia che il poeta Foscolo provava ogni volta pensasse alle “sue sacre sponde” di Zacinto.

Salonicco è il caos indistinto. Un’esplosione di clacson e smog, minareti e mosaici, miele e pistacchio, festa e compromesso. La seconda città della Grecia è stata fondata in una posizione strategica: sulla via per Costantinopoli infatti passarono i macedoni (che la fondarono nel 315 a. C. dandole il nome della moglie di un loro generale), poi i romani, i greci, i veneziani e per ultimi i turchi, fino al 1912. Tutti lasciando tracce ancora ben visibili nell’architettura, nei monumenti e nella stessa struttura urbana. E nel cibo. Qui più che altrove la cucina fonde elementi balcanici con quelli arabi, soprattutto in pasticceria: pasta phyllo, spezie, pistacchi, cannella e tanto miele.