Entrare nella Repubblica di San Marino fa sempre un bell’effetto.
Strano e curioso sapere di espatriare così vicino a casa. O meglio: in casa!
Un po’ come se tra la cucina e la camera da letto di casa, ci fosse il salotto del vicino! Un salotto di gran classe, peraltro.Passiamo la linea di confine, puntando verso la Rocca, intorno alla quale gravita tutto il centro storico e i luoghi di maggior interesse.

Parcheggiamo nella zona di Piazza Grande, a Borgo Maggiore. Una bello slargo circondato da due Chiese e alcuni palazzi storici. Uno di questi ospita il Centro Naturalistico.
Scegliamo quindi di salire con la funivia; parte ogni 30 minuti (il biglietto costa 4,5€ andata e ritorno) e porta fino alla Contrada dal Pianello, porta di accesso al centro storico.

Iniziamo così una piacevole passeggiata tra gli stretti saliscendi, tra i palazzi storici in sasso, dove ogni tanto si apre una piazzetta nascosta o un piccolo slargo inatteso.

Il cuore della vita politica di San Marino è da sempre il “pianello”: Piazza della Libertà, dove nel 1380 venne eretta la Domus Comunis. Dopo molti restauri e qualche rifacimento nel corso dei secoli, il Palazzo del Comune assunse le attuali fattezze nella seconda metà dell’800 ed inaugurato nel 1894.

La cerimonia avvenne alla presenza di Giosuè Carducci, che per l’occasione pronunciò il celebre discorso sulla “libertà perpetua”. Sulla facciata spiccano lo Stemma Repubblica e dei 4 Castelli. Sulla bella Torre Campanaria merlata, subito sopra l’orologio, si trovano le statue di Sant’Agata, San Marino e San Leo.

La Piazza, che offre un piacevole (e rilassante!) panorama sui territori della Repubblica, ospita una Statua della Libertà, risalente al 1876.

Proseguiamo la passeggiata risalendo veros Domus Plebis, la piazza che ospita la Basilica di San Marino.
Alcuni documenti riportano dell’esistenza di una Pieve dedicata a San Marino, fin dall’anno 530.

La Pieve, che nel corso dei secoli subì un progressivo deterioramento, venne abbattuta all’inizio dell’Ottocento e, al suo posto, fu costruita la Basilica con le attuali fattezze in stile neoclassico. I lavori terminarono nel 1838 con la solenne inaugurazione.

Proseguendo ancora la salita si arriva a La Rocca. Chiamata anche Guaita (che nel dialetto locale significa guardia), si trova proprio in cima al monte Titano ed è circondata dalla più antica delle cerchia murarie difensive della città.

Quando arriviamo, è completamente avvolta dalla nebbia, il che le conferisce un fascino severo che accentua ancor più la sua imponenza.
Con curiosità osserviamo come la struttura della Rocca appoggi direttamente sulla roccia viva del monte.

Un bel percorso tra le mura merlate conduce alla seconda torre, chiamata Fratta.
Posta nel punto più alto di tutta la Repubblica, era utilizzato come privilegiato punto di avvistamento.

La torre viene citata per la prima volta in un documento del 1253, ma sembra che il punto di avvistamento fosse utilizzato già in epoche ampiamente precedenti. Oggi ospita il Museo delle Armi Antiche.

La terza torre, staccata dalle due rocche, è la più piccola. Venne collegata al resto delle fortificazioni nel 1320, con una grande muraglia di cui oggi rimane molto poco. La torre non è visitabile.

Scendiamo di nuovo lungo le mura, verso Piazza Garibaldi. In un’aiuola va bella mostra un busto di Garibaldi, simbolicamente disposto con lo sguardo verso Roma.

Alcune lapidi commemorative ricordano la collaborazione offerta ai garibaldini, dal popolo Sanmarinese. Infatti Garibaldi, circondato dall’esercito austriaco, chiede asilo alla Repubblica di San Marino che lo accoglie insieme al suo esercito, in cambio dell’impegno a non coinvolgere il piccolo stato in scontri armati. Grazie a questa ospitalità Garibaldi riesce ad aggirare i serrati controlli degli austriaci e fuggire.

San Marino si può vistare in poche ore con una semplice passeggiata, oppure fermarsi più a lungo, visto che gli spunti interessanti dal punto di vista storico e artistico di sicuro non mancano.

Quel che è certo è che il centro storico intorno alla Rocca è davvero un luogo affascinante; quasi magico se, come capitato a noi, visitato fuori stagione, con pochissima gente ed avvolto nella nebbia.

Aggiornamento luglio 2019

Chiunque abbia bambini in età da scuola elementare o media sa benissimo quanto abbiano un curiosissimo gusto per il macabro! E infatti anche il nostro Leo non è da meno…

Nel corso della nostra seconda visita a San Marino, ci ha trascinati a visitare il Museo delle torture medievali. Forse non è un caso che il biglietto costi 8€ per gli adulti, ma sia gratuito per i bambini!

Il Museo si trova in un bel palazzo medievale ed è strutturato su tre livelli.
Qui vengono esposti molti strumenti di tortura utilizzati in periodo medievale, per infliggere vari tipi di pene: dalle più lievi a quelle decisamente più gravi.

Le pene più lievi erano inflitte ai pettegoli, ai fannulloni o ai giocatori d’azzardo e consistevano nella celebre “gogna” o nel dover indossare curiose maschere a forma di animale, per essere poi esposti al pubblico ludibrio.

Le più gravi, inflitte ai truffatori, ladri, assassini consistevano in torture fisiche piuttosto violente che spesso portavano alla morte. Gli strumenti infatti erano talvolta pensati per uccidere ma talvolta le torture, come ad esempio il tagliare la mano ai ladri, portavano infezioni che, non curate, portavano inevitabilmente alla morte.

All’interno del Museo si possono osservare diversi strumenti di diverso livello di…sadismo!

Dalle maschere, alla gogna, alla botte dentro la quale venivano rinchiusi gli ubriaconi, fino a quelli che infliggevano vere e proprie lacerazioni e mutilazioni, come pinze per strappare la lingua o le dita delle mani, seghe per l’amputazione degli arti, fino alle sedie chiodate o al sarcofago dove venivano richiuse le donne fedifraghe. All’interno del sarcofago si trovavano degli aculei e la chiusura comportava inevitabilmente la lacerazione del corpo e, di conseguenza, la morte.

Ogni strumento di tortura è accompagnato da un’etichetta esplicativa che racconta dettagliatamente l’utilizzo e le conseguenze fisiche per il condannato.

Ovviamente se andate con i bambini, non sarà il caso di leggere tutte le spiegazioni e le descrizioni!

La visita al Museo impegnerà non più di un’oretta ma, se non vi impressionate troppo, potrebbe essere una visita curiosa non solo per i bambini!

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