Se chiedessimo a chiunque cosa vedere a Bassano del Grappa, tutti parlerebbero del suo monumento più famoso, al quale è indissolubilmente legata. Un po’ come le più altisonanti Parigi e Torre Eiffel, Rio e Cristo Redentore, Roma e Colosseo: diventa inevitabile l’accostamento! Bassano: Ponte degli Alpini!

Qualcuno di più informato, o semplicemente più avvezzo ai piaceri del palato, associa la cittadina alla produzione di grappa.

Il nobile distillato infatti in questa zona si produce da quando la città era parte della Serenissima Repubblica di Venezia. Correva l’anno 1779 quando il signor Bortolo Nardini, con il suo alambicco mobile, arrivò a Bassano, dove comprò l’Osteria del Ponte. Installò l’alambicco e iniziò a produrre “l’aquavite di vinaccia” (senza la “C”!) in quella che diventò la Grapperia Nardini. Fu proprio il Doge di Venezia a concedere la prima licenza per produrre grappa in Italia…quando ancora l’Italia non esisteva! E oggi la Grapperia Nardini o, meglio, lo storico locale è una delle tappe da non perdere durante la visita a Bassano. Si possono vedere i primi alambicchi, le grandi giare di rame ottocentesche e assaggiare un “mezzo e mezzo”. Dove si trova? All’imbocco del ponte, naturalmente! Tutte le informazioni su www.nardini.it

Ma prima di assaggiare la grappa, andiamo per gradi!

Nel corso dei decenni la città di Bassano venne contesa dalle signorie venete, ma a darle la attuale struttura urbana e le costruzioni più eleganti fu, ovviamente, la Serenissima. Un esempio? Il Palazzo della Loggia, in Piazza della Libertà! Risale alla fine del 1300 e venne costruito dalla famiglia padovana dei Carraresi, Signori di Bassano ma quando nel 1405 la cittadina entrò tra i territori della Repubblica di Venezia, la Loggia fu rifatta in stile veneziano, mantenendo la sua funzione di palazzo del governo cittadino.

Cosa vedere a Bassano del Grappa

Ad attirare l’attenzione nella stessa piazza sono anche i portici dei palazzi, sotto ai quali si trovano vecchie osterie, moderni negozi e un’antica farmacia, mentre di fronte al lungo porticato si trova la grande facciata neoclassica della Chiesa di San Giovanni. Qui sorgeva un piccolo luogo di culto fin dall’inizio del 1300 quando era attivo, adiacente alla Chiesa, uno “spedale dei pellegrini”. Naturalmente nel corso dei secoli l’edificio subì diversi rimaneggiamenti, fino ad assumere le attuali sembianze verso la fine del 1700.

Bassano è fatta di piazze, sedie e ombrelloni; di viuzze ciottolate con le botti che fanno da tavolino per gli avventori delle osterie. Qui, pandemie permettendo, la convivialità è di casa.

Poco oltre, un’altra bella piazza si apre tra la Torre Civica e la Chiesa di San Francesco.

La Torre in mattoni venne costruita, probabilmente con scopi militari di osservazione, intorno al 1350 ed svetta per oltre 40 metri sulla cittadina. Per questo è chiamata dagli abitanti “la torre granda dell’orologio”.

Sul lato opposto della piazza intitolata a Garibaldi troviamo la Chiesa di San Francesco. Venne costruita intorno al 1150 e poco più di un secolo dopo passò in gestione ai Frati Minori Conventuali.

All’interno del Chiostro oggi è ospitato il Museo Civico che fu allestito nel 1840 facendo quindi il più antico del Veneto. In quegli anni la costruzione adiacente la Chiesa di San Francesco era destinata al Ginnasio, al Convitto e alla Biblioteca dove iniziarono a convogliare le opere d’arte del Comune e le collezioni di Jacopo Bassano e del Canova.

Cosa vedere a Bassano del Grappa

La storia di Basano è anche una storia travagliata, di combattimenti, di guerre e di continui ribaltamenti di fronte.

Poco oltre la città, sul Monte Grappa, si trovava il fronte della Grande Guerra. L’altipiano dei Sette Comuni e la città di Asiago furono teatro di violenti scontri, mentre Bassano, nelle retrovie, ospitava le truppe e il loro passaggio verso il fronte.

Decine di migliaia di alpini passarono il fiume Brenta sul Ponte Vecchio, che divenne perciò uno dei simboli di questi reparti militari.

Ma la storia del Ponte Vecchio risale a ben prima della Grande Guerra. Dal 1200 circa infatti le due sponde del Brenta erano collegate da ponti in legno che però venivano continuamente distrutti dalle acque.

Fu solo con l’avvento della Repubblica di Venezia che si decise, nel 1569, di rafforzare definitivamente la struttura, affidando i lavori di costruzione di un nuovo ponte al più celebre architetto dell’epoca: Andrea Palladio. La forma attuale, i materiali di costruzione (e successive ri-costruzioni), il colore sono gli stessi del progetto originale e ne fanno oggi uno dei più celebri Monumenti d’Italia.

Il motivo per cui il Ponte Vecchio di Bassano sia così indissolubilmente legato all’immagine degli Alpini lo abbiamo detto, ma sapete perché è addirittura conosciuto come Ponte degli Alpini?

Perché furono proprio gli Alpini a volersi occupare della ricostruzione, dopo la Seconda Guerra Mondiale!

In uno dei pilastri del ponte (dal lato opposto alla Grapperia Nardini) si trova la Taverna degli Alpini: una piccola osteria nel cui seminterrato si trova il Museo degli Alpini. E’ un piccolo spazio espositivo, ma ricchissimo di cimeli e merita una visita per il valore simbolico e l’importanza di Bassano e degli Alpini per la storia del nostro Paese.

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