Author

Andrea - Impronte Nel Mondo

Browsing

Chiunque visiti Berlino deve fare i conti con il suo muro.
La città ha una storia importante da ben prima della guerra fredda, ma chiunque abbia almeno 40 anni, quel 9 novembre 1989 se lo ricorda bene.
Quelle immagini di gente incredula arrampicata sul muro hanno cambiato la storia del Mondo.
Quelle persone talmente felici, talmente tante sembravano quasi uscire dallo schermo delle tv di tutta Europa.
E pensate che quella notte, fu il frutto di un fraintendimento.

La Valle d’Aosta è stata la nostra piacevole scoperta estiva!
Era la prima volta in quella Regione e abbiamo deciso di passare una settimana, con l’intenzione di conoscerne un po’ delle meraviglie paesaggistiche, storiche e culturali.
Per quanto la Regione sia piccola, sette giorni naturalmente sono troppo pochi per vedere tutto, considerato quanto offre ai visitatori!

Bolca è una piccola frazione incastrata tra le curve delle prealpi venete.
Siamo all’estremo nord est della Provincia di Verona dove, tra la Lessinia e la Provincia di Vicenza, ancora si parla l’antica lingua dei popoli cimbri.
Questa non è zona di passaggio: chi viene a Bolca deve proprio aver voglia di venire a Bolca!
E allora perché spingersi fin qua su?!

Chiunque gironzoli su e giù per il nostro Paese, non può rinunciare al cibo tipico.
Noi italiani sappiamo da sempre quanto sia importante il rito del cibo. Gli stranieri lo capiscono in fretta.
L’immagine dell’Italia è ancora quella dell’osteria con i tavoli in legno e le tovaglie a quadretti, dal sapore un po’ antico, magari con una nonna dalle forme abbondanti e il grembiule colorato, dietro i fornelli.
Forse in questa descrizione c’è qualche luogo comune di troppo, ma dai, diciamo la verità, quanto ci piace un’immagine così?

La Grande Montagna è sempre lì. Si fa vedere da ogni angolo, anche in lontananza.
Salire sul Monte Bianco è una tentazione irresistibile.
L’uomo da sempre ha desiderato andare su. In cima, per guardare oltre, per guardare giù, per vedersi più vicino al cielo.
E’ un richiamo irresistibile quello della montagna: superare i propri limiti, andare oltre le proprie possibilità.
Portare fin lassù una corda d’acciaio e costruirci una funivia. Una follia. Era il 1941, la prima volta.

Saint Rhemy è il primo borgo che i pellegrini incontravano, entrati in Italia.
E doveva essere un incontro che ridava luce ai sorrisi dei viandanti, visto che per arrivare fin qui era necessario attraversare il terribile Colle del Gran San Bernardo.
Da qui entra in Italia la Via Francigena: la strada che dalla Cattedrale londinese di Canterbury portava i pellegrini a Roma, attraversando la Francia e la Svizzera.

La storia di Siro è meravigliosa come il suo rifugio!
Siamo seduti su una delle panche del Rifugio Mont Fallere, quando Siro inizia a raccontarsi.
Siamo arrivati qui dopo due ore di camminata, a tratti semplice e dolce, a tratti arrancando in salita tra le pietre.
Il fatto è che quando si arriva ad un rifugio, lo sguardo si perde tra i picchi in lontananza e ogni sforzo viene ampiamente ripagato. Anche i più piccoli, riluttanti alle fatiche scelte per loro dai genitori, proprio non ce la fanno a protestare tanta è la meraviglia!