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Andrea - Impronte Nel Mondo

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Da tanto tempo volevamo scrivere un post sulle cose da vedere a Catania. Del resto, sono tanti i motivi per cui amiamo questa città siciliana!
E’ stata la meta del primo volo dei nostri bimbi; ci siamo tornati più volte in vacanza; ci abbiamo vissuto diversi mesi per lavoro e abbiamo avuto occasione di conoscere la cordialità e l’allegria di tanti catanesi.
In tanti ci chiedevano cosa vedere a Catania, cosa fare durante una vacanza, quanti giorni vale la pena fermarsi… oltre ovviamente a molte informazioni pratiche. Però quando ami particolarmente una città, non è semplice fare ordine tra pensieri ed emozioni per dare consigli!

Quando pensate alla Sicilia, di sicuro vi verrà in mente il mare!
E’ ovvio: qui il mare è tra i più belli del Mondo! Favignana, la Riserva dello Zingaro, le Eolie, Portopalo di Capo Passero…dalla costa nord all’estremo sud, si va sul sicuro.

Ma le bellezze di questa terra meravigliosa non si limitano certo alle spiagge! E infatti, nei nostri ultimi post sulla Sicilia, di mare non abbiamo proprio parlato! Anzi, per essere più precisi, il mare non lo abbiamo proprio visto!

Se state organizzando un viaggio e vi state chiedendo cosa vedere a Parigi la prima volta, ecco un post che fa per voi!
Parigi è una delle città che adoriamo e dove siamo stati più volte e secondo noi un weekend nella capitale francese, magari con una capatina nei dintorni, è sempre un’ottima idea.
Se capitate da quelle parti per la prima volta, sicuramente sarete travolti dal dubbio su cosa andare a vedere, da quale quartiere iniziare, in che zona alloggiare, dove andare a mangiare…

Tranquilli: leggete qui e troverete risposta alle vostre domande!

Se è vero che il colore mette allegria, allora l’isoletta di Burano è uno dei posti più allegri del Mondo!
La piccola isola della laguna di Venezia, poco più di duemila abitanti, è un tripudio di vivacità dalle tinte sgargianti. Burano infatti è celebre per le sue casette basse e colorate con le più svariate tonalità.

Il motivo per cui sono state colorate le case si perde indietro nei decenni e non è del tutto chiaro: secondo alcune fonti sembra che i colori accesi servissero ai pescatori per riconoscere la propria abitazione anche dal mare, durante le giornate di nebbia fitta; secondo altri i colori erano rappresentativi di una discendenza familiare.

Svegliarsi in Val d’Orcia è un po’ come continuare a sognare.
I cipressi e gli antichi casali punteggiano le linee morbide delle colline. Le strade sterrate ondeggiano irregolari fin dove arriva l’orizzonte, mentre i campi colorano questa ideale tela.
Bello, tanto bello, da non sembrare vero!
Già, una tela: il paesaggio perfetto per una dipinto di qualsiasi epoca…

Val d'OrciaLa nostra due giorni senese inizia in un Borgo piccolissimo, ma già famoso fin dall’epoca etrusca: Bagno Vignoni.
Da qui passarono Papi e Duchi, Santi, Imperatori e Principesse.

L’origine delle sue fortune sono da sempre le fonti termali, già ben note e sfruttate in epoca romana, come testimoniato da una lapide, posta accanto alla Pieve, che consacra le acque alle ninfe.

La vicinanza delle terme alla Via Francigena, la strada di collegamento tra il Nord Europa e Roma, resero Bagno Vignoni un centro sempre più frequentato come tappa di ristoro durante i viaggi verso il centro della cristianità.
Siamo intorno al 1100 quando sorgono la Pieve, il Castello e le case in sasso, proprio intorno alla fonte termale.
Il Borgo era quindi interamente raccolto attorno alla prima vasca termale: una vera e propria piscina al posto della piazza del paese. Bagno Vignoni

In una cartolina immutata da secoli, ancora oggi l’acqua sorge nell’antica vasca, ad una temperatura tra i 49 e i 52 gradi. Il calore si avverte soprattutto nelle sere o nelle mattine d’inverno, quando il fumo avvolge tutto il cuore di Bagno Vignoni.

Dalla vasca principale, le acque vengono convogliate in rivoli che alimentano gli stabilimenti termali poco distanti, mentre un piccolo ruscello scende verso valle, per riempire le vasche naturale delle “antiche terme libere romane”.Bagno Vignoni

Intorno alla vasca si susseguono le casette in sasso, i portici e i tavolini delle piccole osterie, dove sedersi a sorseggiare un buon bicchiere di vino rosso, magari accompagnato dal pecorino di Pienza e dai salumi della Val d’Orcia. Perché qui la terra non solo è bella, ma è anche buona e generosa.

Ah, prima però toglietevi l’orologio e dimenticatevi le ore che passano!Bagno Vignoni

Del resto già Marziale, poeta romano, raccontava proprio di Bagno Vignoni e de: “le letture sotto l’ombra dei portici, le passeggiate, le dolci conversazioni”. Fermatevi e contemplate la serenità di questo piccolo esempio di “bello assoluto”.

Se avete voglia di provare le terme, gli stabilimenti si trovano a pochi passi dall’antica vasca, mentre un sentiero vi porterà alle terme libere.

Bagno VignoniVi basterà seguire il corso del ruscello artificiale che esce dalla “Piazza delle Sorgenti”, fin dove scende dolcemente a valle. Piccole cascatelle, vasche naturali e qualche salto un po’ azzardato e l’acqua riempie la grande vasca naturale. Qui è possibile immergersi tranquillamente nell’acqua ancora tiepida.Terme di Bagno Vignoni

Serenità, relax e tranquillità. Con scorci da cartolina…anzi, no: da tela leonardiana sulla Val d’Orcia.
Questo è il regalo di Bagno Vignoni a chi vuole, per un paio di giorni, rigenerare l’anima!

Val d'Orcia

Corpo rilassato e spirito sereno, possiamo seguire il dondolio delle curve, superare qualche poggio per arrivare all’antico Borgo di Corsignano.
Così, per lo meno, si chiamava fino al 1462. Poi successe qualcosa di straordinario: Enea Silvio Piccolomini, nato proprio a Corsignano, venne eletto Papa con il nome di Pio II.

Durante un viaggio apostolico verso Mantova, si fermò nel suo borgo natale, lo trovò così degradato che decise di ricostruirlo creando “la città ideale” secondo canoni architettonici e artistici dell’epoca. Pienza; Val d'Orcia

Sorse così Pienza, ancora oggi borgo più importante ed artisticamente rilevante di tutta la Val d’Orcia.

Il cuore della città è (ovviamente!) Piazza Pio II,  dove si affacciano il Duomo, i Palazzi Piccolomini e Borgia (quest’ultimo, sede del Museo Diocesano) e il Palazzo Comunale.

Il resto del centro storico è un dedalo di stradine strette tra le mura in sasso dei palazzi, di vicoli e piazzette ciottolate. Perdersi senza meta è il modo migliore di visitare Pienza: girare ogni angolo, seguire il vociare di qualche venditore di cacio, lasciarsi incuriosire da qualche passaggio sotto un arco, tra le case.

Il Borgo è piccolo, ma gli scorci da ammirare non si contano.
E poi si arriva al Belvedere: un camminamento ciottolato intorno alle case; un abbraccio alla città che osserva le colline in lontananza.Pienza; Val d'Orcia

La tela, le pennellate sapienti. Il bello assoluto.

Val d'Orcia

Se ancora avete tempo a disposizione e voglia di incantarvi, a pochi chilometri da Pienza si trovano altri due gioielli: il Monastero di Sant’Anna in Camprena e il borgo di Monticchiello.

Il Complesso monumentale di Sant’Anna in Camprena era un Monastero Benedettino risalente al XV secolo. Completamente circondato dagli ulivi, è la scenografia perfetta per un film. Infatti venne scelto per ambientare alcune delle più famose scene de “Il paziente inglese”, vincitore di 9 Oscar.
Oggi il complesso è diventato un agriturismo, ma si possono visitare l’annessa Chiesa di Sant’Anna e l’antico refettorio con un bel ciclo di affreschi del 1503.

Sant'Anna in CamprenaMonticchiello è una frazione di Pienza che conta meno di 200 abitanti. Un borgo piccolissimo appoggiato sulla sommità di una collina e abbracciato dalle antiche mura.
Oggi ne rimangono una buona parte, con qualche torre e una Pieve duecentesca interessante da visitare.

MonticchielloMonticchiello è famosa anche per il “teatro povero”: una forma d’arte che più popolare non si può!
Nasce infatti intorno alla metà degli anni Sessanta del Novecento per denunciare crisi economiche, problemi e fatti di attualità che interessavano il borgo. Qual è la caratteristica di questo teatro? Che le rappresentazioni si tengono tra le strade del borgo e gli attori sono gli stessi abitanti!

Se passate da queste parti durante l’estate, non perdetevelo!

Nella Sarajevo assediata, la speranza era lunga 700 metri.
La città era circondata quasi completamente. Su tre lati l’esercito serbo lanciava granate dalle montagne; la pista da bob delle Olimpiadi era diventata un riparo per i militari, mentre i cecchini davano libero sfogo alla loro infamia lassù, dove nemmeno si riuscivano a vedere.
700 metri.

Sapete perché gli aerei sono bianchi?
Ci sono ragioni tecniche legate alla miglior visibilità, al fatto che il bianco riflette i colori…ma anche per una non trascurabile questione economica! La vernice bianca costa meno e se si pensa che per dipingere un aereo ne servono tra i 250 e 1100 kg, bè…diventa rilevante anche questa ragione!
Queste curiosità (e molte altre!) sono simpaticamente raccontate nel blog della Compagnia Aerea Air Dolomiti.

Quanto amiamo le Marche ormai è piuttosto chiaro, vero?!
Un po’ per i ricordi d’infanzia e gli anni di vacanza al mare con i nonni (ne abbiamo parlato in Le Marche e le tre del mattino); un po’ perché ci si sta proprio bene, nelle Marche. Ma soprattutto amiamo le Marche perché dal mare all’entroterra c’è un territorio incantevole e che offre panorami, natura, storia e cultura così diversi da essere sempre sorprendenti.