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La strada statale 421, tra mille moderne gallerie, taglia le montagne da Comano fino al Lago di Molveno.
Comoda, non c’è dubbio, ma la nostra prima destinazione è l’Agriturismo Athabaska, nella piccola frazione Deggia del comune di San Lorenzo Dorsino. Dobbiamo quindi abbandonare la via principale ed inoltrarci tra tornanti, curve sullo strampiombo, boschi e piccole frazioni ormai quasi del tutto abbandonate.

Il nuovo quartiere alle porte di Trento ci ha ricordato la zona universitaria di Helsinki: grandi spazi verdi molto ben curati, parchi giochi per bambini, edifici all’avanguardia per risparmio ed efficienza energetica, pannelli solari su ogni tetto e parete. In questo contesto si inserisce meravigliosamente l’edificio che ospita il Muse, il museo della scienza.

Secondo noi, tutti i viaggiatori non possono non amare il treno. Un modo di viaggiare lento e rilassato, osservando lo scorrere dei paesaggi dal finestrino. Spesso, senza nemmeno sapere esattamente dove ci si trova.
Il treno ha ispirato libri e racconti; concilia riflessioni, sogni e chiacchiere.
Nell’immaginario collettivo…anzi, nella rappresentazione del treno chiunque, soprattutto i bambini e la loro spontaneità, pensa alla locomotiva che fischia e arranca facendo ciuf ciuf…

“Oggi dobbiamo immaginare la campana come costruita con i barconi di chi attraversa il Mediterraneo, con le sbarre delle prigioni dei Paesi dove non c’è libertà”.

Già, perché la Campana dei Caduti di Rovereto è quanto di più moderno ed attuale possiamo immaginare.
Non è un caso infatti che la Fondazione Opera Campana sia tutt’oggi molto attiva nel lavorare in favore della cooperazione tra i popoli e nell’organizzazione di eventi, convegni e manifestazioni sul tema della Pace.

Nella mente di chi la ideò voleva essere un simbolo di Pace e di fratellanza tra i popoli; quelli che erano appena usciti dalla prima guerra mondiale. Don Antonio Rossaro chiese i cannoni a tutti le Nazioni partecipanti al conflitto, ne fece fondere il bronzo per creare quella che ancora oggi è la più grande campana del Mondo che suona a distesa.

Ottanta Paesi donarono gli oltre 230 quintali di bronzo dell’attuale peso della campana, che venne fusa il 30 ottobre 1924 e chiamata Maria Dolens.
Più volte rifusa per cercare il suono perfetto, nel 1965 venne trasferita in Vaticano per la solenne benedizione di Papa Paolo VI e successivamente collocata nell’attuale posizione.

Oggi, monito di pace, la campana suona cento rintocchi ogni sera alle 21.30.
Il luogo in cui è sistemata infonde effettivamente una certa tranquillità.

Forse è solo suggestione, ma siamo in cima ad un colle a dominare la Val Lagarina ed è mattino presto. Non c’è ancora nessuno e una pesante foschia avvolge il piazzale e le montagne intorno. Percorrendo il viale delle bandiere la campana si svela lentamente, tra le nuvole basse; poi, una volta di fronte, in tutta la sua maestosità…

Un luogo che somiglia molto ad un sacrario militare e incute lo stesso rispetto e le stesse intimistiche riflessioni che ci hanno suggerito il sacrario di Caporetto o di Redipuglia, o il cimitero americano di Colleville, in Normandia. Tutti luoghi in cui si sono sacrificati i destini di molti uomini per costruire una parte importante della libertà di cui anche noi oggi godiamo.

Qualche informazione pratica:

La Campana si trova in Colle di Miravalle, sopra Rovereto.
Il sito, che ospita anche una interessantissima mostra fotografica legata alla storia della Campana, è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19 (fino alle 16 nel periodo invernale). Nel periodo estivo l’apertura serale dalle 21 alle 22 consente di assistere ai cento rintocchi.

Il biglietto d’ingresso costa 3€.

Le dimensioni della campana sono davvero impressionanti:
altezza: 3,36m
diametro: 3,2m
peso: 226 q.li
La citazione all’inizio del post è di Lorenzo Dellai, Presidente della Provincia di Trento.