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Salisburgo è una città che si deve visitare d’inverno. Almeno, secondo noi!
Sarà che l’idea che abbiamo della piccola città austriaca è legata a Mozart, sarà che la associamo alle musiche dei violini e alle voci dei cori che cantano canzoni di Natale. Sarà che ci piace l’idea di trovare riparo dal freddo in una delle mille pasticcerie, davanti ad una fetta di Sacher. O forse le luci degli addobbi e il profumo di zenzero e vin brule…
Sarà, ma quando arriviamo, Salisburgo decide di farci un regalo inaspettato: inizia a nevicare!
E i fiocchi sempre più fitti ci fanno spuntare un sorriso ancora più convinto e tutte le nostre idee sulla città diventano concrete e reali. Salisburgo è una città che ci ispira inverno, calore e coccole.

Una delle esperienze da non perdere per chi vuole provare qualche piatto tipico da mangiare in Bulgaria è passare una serata in una mehana.

Le mehana sono taverne tradizionali, generalmente di campagna, arredate con tavoloni di legno e sedie di paglia. Se ne trovano anche a Sofia, ma quelle di campagna sono decisamente più autentiche. Attrezzi agricoli decorano le pareti e generalmente per leggere il menù dovete avere grande dimestichezza con i caratteri cirillici. Gli avventori delle mehana infatti sono più bulgari che turisti…anzi, in alcune situazioni, come è capitato a noi nel villaggio di Melnik, turisti non ce n’erano proprio!

Entrando in Bulgaria dal confine sud, si ha subito l’impressione di un territorio verde, rigoglioso e ben curato. La nostra prima tappa dalla Grecia verso Sofia è Melnik, un piccolo villaggio tradizionale in una zona interamente coltivata a vigneti.
Il vino, da queste parti, si produce fin dai tempi degli antichi romani ed è ancora oggi una delle principali fonti di sviluppo dell’economia locale. Ce ne accorgiamo subito: nella piccola via principale del paese infatti, ogni taverna, ogni locale espone fieramente botti, attrezzi e bottiglie zeppe di vino bianco e rosso.

Per apprezzare Sofia bisogna andare oltre il primo impatto.
Già perché, diciamo la verità, arrivare a Sofia attraversando la sua periferia non è esattamente il migliore dei biglietti da visita. Un labirinto di palazzi grigi e degradati degni dei retaggi del periodo non troppo felice della storia bulgara.
Man mano però che ci si avvicina al centro, le strade si fanno luminose e ordinate, i palazzi sempre più nuovi e lindi e l’ambientazione simile ad una moderna e dinamica capitale europea. Una Sofia diversa, quindi. Una città “nuova” che, nei mille locali del centro, nei negozi e nei tantissimi ragazzi che la animano, dimostra con chiarezza la sua voglia di emergere e farsi notare.