Il centro storico di Macerata è tutto raccolto intorno alla sua piazza principale. Piccolo, tranquillo e, quando scende la sera, un po’ sonnolento. Non è difficile, a Macerata, ritrovarsi a camminare da soli nel silenzio delle strette vie del centro o sui saliscendi che conducono alla sommità della collina su cui è costruita. Silenzio e luci ocra che rischiarano appena i palazzi di mattoni e che ancora mostrano qualche crepa del terremoto del 2016.Molte Chiese, anche quelle importanti come il Duomo, sono ancora inagibili; altre costruzioni come la Torre Civica, hanno da poco riaperto al pubblico. Nonostante il duro colpo, la città ha ben reagito grazie alla tenacia dei suoi abitanti e anche alle mille proposte culturali dei suoi tanti teatri che attirano decine di visitatori.

Ecco cosa non dovete assolutamente perdervi quando verrete a visitare Macerata.

Piazza della Libertà:
Siamo al “centro del centro”: il salotto cittadino, dove si passeggia, ci si incontra per un caffè sotto ai portici del Municipio o della Loggia dei Mercanti, seicentesca costruzione voluta da Alessandro Farnese, prima di diventare Papa Paolo III. Oppure ci si può sedere su una panchina, all’ombra di 64 metri della Torre Civica.

La torre risale alla fine del 400 e ospita uno splendido orologio astronomico della metà del 500. Sulla torre è possibile salire (ma solo su prenotazione) per godersi il panorama su Macerata e sulle colline dei dintorni.
Sul lato della piazza opposto al Municipio si trova la Chiesa di San Paolo, attualmente chiusa per inagibilità dopo il terremoto.
Quando scende la sera, Piazza della Libertà si svuota e, nel silenzio, acquista ancora più splendore.

Palazzo Buonaccorsi:
Da Piazza della Libertà basta scendere pochi passi, superare il palazzo dell’Università (che, per la cronaca, fu fondata nel 1290 ed è l’undicesima più antica d’Italia!) e si arriva ad uno dei gioielli della città: Palazzo Buonaccorsi.

E’ un palazzo nobiliare settecentesco che ospita i Musei Civici con collezioni d’arte antica e moderna e, nel seminterrato, un interessante Museo delle Carrozze.

Nelle sale interne del palazzo si possono ammirare pitture, decori, stucchi e soprattutto soffitti a cassettoni molto barocchi e di grande effetto.
La visita al Palazzo dura circa un’ora e mezza e il biglietto d’ingresso costa 3€.

Arena Sferisterio:
Ad ornamento della città, a diletto pubblico. La generosità di cento consorti edificò. MDCCCXXIX.”
L’incisione sulla facciata del più celebre monumento di Macerata, già ne racconta la storia.

Lo Sferisterio venne edificato intorno al 1829, grazie all’iniziativa e alle risorse economiche di cento privati cittadini, che si autotassarono per donare alla città uno spazio aperto e pubblico per ospitare spettacoli.

Ancora oggi infatti lo Sferisterio è teatro di festival lirici, concerti e spettacoli teatrali. Quello che però non tutti sanno è che in origine fu costruito per tutt’altro genere di spettacoli.

Nella metà dell’Ottocento, lo sport più praticato in Italia era “la palla al bracciale” (il cugino italiano del Jeux des Paumes che conoscemmo su l’Ile Saint Louis a Parigi) e servivano spazi per ospitare le squadre che si sfidavano nei tornei. Ecco allora la destinazione dello Sferisterio, che poteva ospitare fino a 2500 persone. Ed ecco anche spiegata la curiosa forma ellittica allungata, adatta appunto ad ospitare un campo di gioco.

L’ingresso allo Sferisterio costa 3€ e la visita dura mezz’ora. Sul sito ufficiale potete trovare informazioni anche per le visite organizzate dall’Associazione Amici dello Sferisterio.

Basilica della Misericordia
Si trova in Piazza Strambi, proprio accanto alla Cattedrale ed è una delle poche Chiese rimaste agibili dopo il terremoto del 2016.

In origine sorgeva un piccolo tempietto, eretto intorno alla metà del 1400 per implorare la fine della peste che stava decimando la città. All’inizio del 500 la costruzione fu ingrandita per ospitare la grande pala della Madonna, giunta fino ai nostri giorni. La Chiesa rimase immutata fino a quando, alla fine del 700 vi mise mano Vanvitelli per una riedificazione su suo progetto.

Nonostante la Chiesa sia piccola, è un concentrato d’arte: affreschi, stucchi, dipinti ne fanno un gioiello da non perdere.

Provate i sapori tipici!
Per conoscere un territorio bisogna assolutamente provare i sapori tipici!

Entrate in un’osteria, magari una di quelle storiche del centro, e lasciatevi guidare. Noi abbiamo provato la panzanella maceratese con mentuccia e ciauscolo; crescia di farro con i salumi; tajulì pelusi al sugo finto con ceci e guanciale.

Un consiglio? L’Osteria dei Fiori, proprio dietro Piazza della Libertà.

Passeggiare a caso, per le vie del centro
Perdetevi tra le vie del centro, soprattutto la sera. Camminate con calma, alzate lo sguardo e osservate i dettagli: i lampioni che emanano luci fioche; i balconcini in ferro dove spuntano fiori colorati; qualche capitello della Madonna incastonato negli androni dei palazzi (Macerata, per la sua devozione alla Vergine ha ottenuto il titolo di Civitas Mariae); le porte ad arco delle case e dei negozi.

Quelli di antiquariato, soprattutto, si inseriscono perfettamente in questo contesto un po’ fuori tempo. Cercate le vetrine, ce n’è più di qualcuno. Guardate all’interno e vedrete un meraviglioso caos primordiale: una sovrapposizione di oggetti antichi, tra specchi, cornici, tele e ferraglia di ogni genere. Uno spettacolo per chi, come noi, ama improvvisazione e disordine!

I piccoli Borghi nei dintorni
Dal colle di Macerata potete ammirare il panorama sulle colline punteggiate di antichi paesi. Li separano dalla città solo pochi chilometri di saliscendi, tra campi coltivati, file di cipressi in lontananza e case che sembrano accompagnare le curve dell’orizzonte.

Abbiamo scelto di visitare Montelupone e Montecosaro, rispettivamente a 13 e 20 chilometri da Macerata ed entrambi tra i Borghi più belli d’Italia.

Nel centro di Montelupone si trovano due splendide costruzioni del 1300: la Torre Civica e il Palazzo del Podestà. Quest’ultimo ospita oggi la Pinacoteca Civica. Poco distante si trovano alcune Chiese, purtroppo tuttora inagibili dopo il terremoto del 2016.
La grande cinta muraria difendeva il centro del Borgo dove si accedeva attraverso quattro porte d’ingresso.

La Porta di San Lorenzo ci fa entrare a Montecosaro, altro Borgo collinare di origine antichissima. Qui i primi che si insediarono furono gli etruschi e poi i romani. L’attuale impianto cittadino è trecentesco e anche qui il piccolo centro abitato si sviluppa intorno alla Piazza principale, all’ombra della Torre.

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