L’Albania è un paese che offre ambienti molto vari diversi tra loro e adatti a soddisfare qualsiasi gusto e curiosità. Vi piace il mare? Ce n’è di tre tipi!
Amate le storia e i siti archeologici? Ce ne sono due imperdibili!
Vi piacciono le atmosfere balcaniche, i bazar ottomani e i minareti? L’interno del Paese è quello che fa per voi!
Andiamo quindi con ordine e ripercorriamo il nostro itinerario albanese proponendovi, tappa per tappa, quello che (secondo noi) non dovete perdervi durante un viaggio nel Paese delle Aquile.

E’ un itinerario di massima che vi raccontiamo senza approfondire troppo i singoli luoghi visitati. Per tutti i maggiori dettagli vi rimandiamo ai post specifici di ognuna delle località citate.

1° e 2° giorno: arrivati a Tirana con un volo in tarda mattinata, abbiamo scelto di partire subito verso Berat, all’interno del Paese.
Con un auto presa a noleggio (ci sono mille offerte quando arrivate in aeroporto!) abbiamo attraversato, nelle circa due ore di viaggio, paesaggi verdissimi e molto rigogliosi
La città di Berat è un gioiello! Il fiume la divide in due parti ben distinte: .da un lato la parte Ortodossa con Chiese, piccoli giardini e balconi fioriti; dall’altro quella musulmana con i minareti, i vicoli strettissimi e contorti e la salita verso il castello.

Il quartiere Mangalemi di Berat

Nella zona Ortodossa segnaliamo la piccola Chiesetta di Shen Thomait e la Chiesa di Shen Spiridonit. All’interno troverete affreschi molto interessanti e la classica icongorafia ortodossa. All’esterno non smetterete di fotografare il panorama sulla città antica e sul castello!
La parte storica di Berat è il quartiere musulmano Mangalemi. E’ una zona interamente pedonale, di vicoli ciottolati che si arrampicano verso il castello. Dal lato del fiume si trovano due Moschee molto interessanti (in fase di restauro, durante la nostra visita): la Moschea del Sultano e la Moschea degli Scapoli.
Durante la salita verso il Castello fermatevi al Museo Etnografico. E’ tra i due/tre più completi ed interessanti che potrete trovare in Albania: all’interno di una casa del XVIII secolo si trovano oggetti, arredi ed attrezzi originali che raccontano la storia e la abitudini della vita di un tempo. L’ingresso costa 200 lek a persona (bimbi gratis).

Il Museo etnografico di Berat

Dopo una mezz’oretta di passeggiata si arriva (ansimando e sudati, perché è tutta salita!) al Castello. In realtà non si tratta di un castello, ma di una cittadella fortificata con case, Chiese, Moschee e strutture militari difensive. All’interno potrete visitare alcune piccole Chiese affrescate che meritano una sosta.

Il Castello di Berat

Probabilmente le troverete chiuse, ma una gentile signora (sempre in zona) ve le aprirà in cambio di una piccola offerta di 50 lek (pochi centesimi di euro). Santa Maria Assunta e San Nicola le più belle che consigliamo di vedere. All’interno della Cattedrale di Santa Maria (attenzione: non è S. Maria Assunta, ma è un’altra S.Maria!) si trova anche il Museo Onufri che raccoglie una collezione di icone.
Poco fuori le mura si trova la piccola Chiesa della Santissima Trinità (purtroppo chiusa) ma che merita perlomeno per la sua posizione scenografica!
La visita al complesso del castello vi occuperà almeno mezza giornata, compresi i tempi per godersi il panorama seduti all’ombra.
L’ingresso al castello costa 100 lek (bimbi gratis). Tra i vicoli troverete chi vende frutta, acqua e artigianato. Ci sono anche un paio di bar e 3 guesthouse dove pernottare (noi però consigliamo di rimanere nella parte bassa di Berat).

La sera tutta la città si riversa in Rruga Republica, il lungofiume zeppo di bar e localini che si riempiono dopo le 18.

Rruga Republica, Berat

Per dormire a Berat (dove siamo stati due notti) vi consigliamo l’Hotel Mangalemi: belle stanze, pulitissimo e molto economico. Ha anche una splendida terrazza dove alla sera il ristorante serve piatti tradizionali deliziosi (prezzi intorno ai 300/400 lek a portata). Da provare, anche se dormite altrove!

3° giorno: lunga giornata di trasferimento verso Gjirokaster.

Qualche ora di pioggia ha reso le strade secondarie totalmente impraticabili e ci ha costretti a macinare chilometri in più per aggirare gli ostacoli. Non c’è problema! Sulle strade d’Albania ci vuole pazienza e una buona dose di improvvisazione.
Abbiamo interrotto i chilometri con la visita ad una zona montuosa ad un’ora da Berat: le cascate di Bogovë. Un sentiero di circa 30 minuti costeggia un torrente tra le montagne e porta ad una grande cascata, sotto la quale si sono formati laghetti in cui è possibile anche fare il bagno. Il sentiero ha alcuni tratti stretti e (se piove) scivolosi, ma nel complesso è fattibile anche con i bambini.
Alla partenza del sentiero ci sono alcuni ristoranti, ma i prezzi sono più alti della media e non vale la pena fermarsi.

4° giorno: Gjirokaster è un’altra splendida città all’interno del Paese. Patrimonio dell’Umanità Unesco, si possono visitare il Castello, al cui interno si trovano il Museo della Storia cittadina, il Museo delle Armi e il Museo delle Prigioni. Alla base del castello inizia l’Old Bazar, un quartiere islamico in cui le case in sasso ospitavano le antiche botteghe degli artigiani. Oggi gli edifici sono tutti in fase di profondo restauro; ci vorrà forse ancora qualche anno, ma siamo certi che ritroverà il suo antico splendore, considerato che già così è davvero magnifico!

Il bazar di Gjirokaster

Oggi il bazar si è spostato un po’ più a valle, sempre nelle tipiche case in pietra che caratterizzano la zona.
I mille negozietti propongono tutti più o meno gli stessi oggetti per turisti, ma comunque merita una passeggiata e qualche foto colorata.
Per visitare il castello basterà un’ora e mezza (ingresso 200 lek, bimbi gratis), mentre il resto della giornata potrete dedicarlo a due quartieri storici e agli acquisti nel bazar!

Da non perdere a Gjirokaster è la Casa Skenduli. E’ una casa del 1700 con tutto l’arredamento e gli oggetti originali, trasformata in un interessantissimo Museo. L’ingresso costa 200 lek (bimbi gratis) e una guida vi accompagnerà per i tre piani della casa, mostrandovi e raccontandovi come si viveva. Pregevoli alcuni dettagli, come il balconcino riservato agli uomini, gli ingegnosi sistemi per non far incontrare le donne di casa con gli ospiti… Meravigliosa la camera degli sposi, in cui l’arredamento e gli accessori rispecchiano le più antiche tradizioni.

Il castello di Gjirokaster

Per dormire a Gjirokaster abbiamo scelto Old Bazar Hotel, nella zona antica, proprio sotto al Minareto della Moschea (chiusa, in restauro…sigh). Stanze grandi e pulite e una bella terrazza per la colazione.
A pochi passi un locale che vi consigliamo di non perdervi: Taverna Kuka. Terrazza arredata in modo molto gradevole, piatti tipici albanesi deliziosi e prezzi contenuti. Una cena completa: 600 lek a persona.

5° giorno: Verso Ksamil.

Lasciata Gjirokaster abbiamo attraversato la montagna per raggiungere la costa e il mare. Poco prima di Saranda merita una sosta il “Syri i Kaltër”, ovvero “l’occhio blu”.
E’ un parco naturale che si visita in un’oretta. Dopo pochi minuti di sentiero nella fitta vegetazione, si arriva all’”occhio blu”: una sorgente di acqua che sgorga da una grotta profondissima.
La profondità crea l’effetto di un grande occhio blu intenso, mentre dalla grotta escono 8 metri cubi d’acqua al secondo: quantità sufficiente per far nascere un bel torrente. L’acqua è a 10 gradi di temperatura…quindi gelida!! I più temerari si tuffano da un terrazzino, proprio dentro alla grotta. Noi ci siamo limitati a guardarli!
Al Parco si arriva in auto (ingresso 200 lek ad auto) e all’ingresso si trovano un paio di bar ristoranti.

The blue eye

Da Gjirokaster al “syri i kaltër” impiegherete una mattinata (visita e tuffo compresi); aggiungete un’altra mezzoretta e sarete a Ksamil.

6-7-8-9° giorno: mare!

La baia di Ksamil è senza dubbio incantevole. Anse, insenature, isolotti ne fanno un panorama che neanche le più belle cartoline…
Il mare è limpido, trasparente e degrada con mille sfumature di turchese e di verde. Le spiagge sono di sassi o sabbia, oppure scogli a seconda dell’insenatura che sceglierete.
L’acqua a Ksamil è bella anche nel centro del paese, proprio di fronte al più grande isolotto, quindi se volete fare un bagno, potete andare tranquilli!

Tramonto a Ksamil

Peccato però che la presenza umana sia piuttosto invasiva: ogni centimetro di spiaggia è “attrezzato” con lettini, ombrelloni, beach bar (più o meno improvvisati) e musica. Nel mare pedalò, moto d’acqua, gonfiabili… si, insomma: se volete tranquillità e relax, non è il posto giusto.
Perlomeno le spiagge del centro di Ksamil, perlomeno in alta stagione.

Le spiagge migliori nei dintorni di Ksamil sono Pulebardha Beach, Pema e Tathi, Pasqyrave.

La prima ha il mare in assoluto dai colori più intensi. E’ attrezzata con lettini e ombrelloni, ma gli spazi sono più che vivibili. Il fondale è sassoso e degrada abbastanza lentamente. Ai lati della piccola insenatura ci sono degli scogli dei quali ci si può anche cimentare con dei tuffi!
Lettini e ombrelloni costano 800 lek al giorno.
Il bar ristorante Pulebardha è eccezionale se volete mangiare il pesce. Piatti intorno ai 600 lek.

Pema e Tathi beach

La spiaggia di Pema e Tathi si divide in due piccole baie. Una (quando arrivate in fondo allo sterrato, a destra) è totalmente artificiale, con dei moli di cemento sui quali sono sistemati ombrelloni e lettini; l’altra (a sinistra) è invece un’ansa sassosa naturale. Ovviamente consigliamo la parte a sinistra!
L’acqua è meravigliosa da entrambi i lati (ma la spiaggia artificiale di cemento non ci è piaciuta moltissimo…) e adatta anche ai bambini.

La spiaggia di Pasqyrave è un altro piccolo gioiello! Significa “specchio” in albanese e il nome è decisamente appropriato. Ci si arriva con una strada sterrata tutta curve, tornanti e buche, ma quando sarete arrivati potrete godervi il fondale sabbioso, l’acqua turchese e le onde dello Ionio. Anche in questo caso ci sono lettini ed ombrelloni, ma a nuoto (senza troppa fatica) si può raggiungere una piccola ansa ancora più isolata e meno affollata.

10° giorno: Butrinto.

E’ uno dei più bei siti archeologici del Mediterraneo. Siamo a pochi chilometri dal confine con la Grecia e a soli 5 chilometri dalle spiagge di Ksamil.
L’ingresso costa 300 lek a persone (biglietto famiglia) ma per quanto è bello il sito, ne potrebbero chiedere anche molti di più!

Il teatro greco di Butrinto

A Butrinto il mare si insinua in un grande fiordo e le acque diventano calme e tranquille. Proprio in quel territorio si trovava una città citata anche da Virgilio nell’Eneide. La “piccola Troia” era chiamata, per il fatto che ospitò Enea in fuga da Troia verso Roma.
A Butrinto si sono alternati greci, romani, bizantini, turchi, veneziani…ognuno lasciando tracce della loro presenza. Il teatro greco (poi riadattato dai romani), le terme romane, la Basilica bizantina e le porte veneziane in riva al mare, sono semplicemente incantevoli.

Butrinto

Se volete arrivare fino al castello veneziano all’imbocco della baia, troverete piccole barche che (per 2000 lek) vi porteranno e vi faranno visitare la struttura.

11-12° giorno: Qeparo, Himarë, Dhermi.

Ancora mare, ancora spiagge. Stavolta però cambia radicalmente l’ambiente circostante.
Qui la costa è selvaggia e la natura domina. Non ci sono spiagge attrezzate, non ci sono grandi centri abitati: c’è solo il mare smeraldo, il profumo della salvia selvatica e le stradine sterrate che raggiungono piccole insenature.

Il panorama dal castello di Porto Palermo

Lungo la costa tra Qeparo e Dhermi si trova Porto Palermo: un’ansa tranquilla dall’acqua trasparente sulla quale il Sultano Alì Pashà, alla fine del 1700, fece costruire un Castello (oggi visitabile; ingresso 100 lek).

La baia di Porto Palermo

Qui abbiamo trovato l’Albania che ci aspettavamo: quella selvaggia, incontaminata e forse un po’ scomoda, ma quella dove il contatto con la natura è più diretto e autentico.

13° giorno: Golem, Durazzo.

Man mano che si sale, la costa albanese assomiglia sempre più alla nostra riviera adriatica.
Arriviamo a Golem, ad una quindicina di chilometri da Durazzo, e il paesaggio cambia nuovamente.

Abbiamo superato il massiccio del Llogora: una montagna e un parco nazionale segnato da una strada tra le più pittoresche al mondo. In meno di 50 chilometri si passa dal mare ai 1200 metri di altitudine, per poi tornare al mare. Le curve sono insidiose, ma i panorami sul mare valgono la fatica. E comunque, se volete risalire verso nord da Dhermi, non ci sono alternative!

La spiaggia di Golem

Oltre il monte, dicevamo, il paesaggio cambia ancora. La costa diventa una striscia di sabbia lunghissima e larghissima. I paesi lungo la costa sono molto turistici; la spiaggia è attrezzata con lettini e ombrelloni, bar e ristoranti, parchi giochi per bambini e luna park. Una grande “divertimentificio per famiglie” tutto sommato vivibile e piacevole. I prezzi sono irrisori (500 lek al giorno per i lettini; 300 lek per una cena) e il mare assomiglia molto al nostro alto Adriatico.
Se avete bimbi piccoli, farli scatenare sulle giostre, in fin dei conti, non fa poi così male!

La piazza della Mosche Grande

Poco distante da Golem (dove abbiamo alloggiato) c’è la città di Durazzo.
Per vederla tutta basta una mezza giornata, magari fermandosi a cena sul suo animatissimo lungomare.
Si possono visitare il Teatro Romano, quel che resta delle terme romane, il Museo Etnografico, le mura e la Torre Veneziana (diventata un bar!), la Moschea antica del 1500 e la Moschea Grande.

Purtroppo Durazzo ha vissuto anni di incontrollata espansione edilizia che poco e male conciliava con i resti della storia. Questo significa che le case hanno affiancato (e talvolta coperto) i resti archeologici, oggi faticosamente recuperati con non poche difficoltà.

Il teatro romano di Durazzo

Per cenare a Durazzo, vi consigliamo il lungomare. Non troverete quasi nulla di particolarmente tipico, ma potrete mescolarvi ai giovani o alle famiglie albanesi tra una pizzeria, un fast food o un locale messicano.
L’atmosfera rilassata e divertente vi piacerà!

Lungo la strada tra Dhermi e Golem potete fermarvi ad Apollonia, altro sito archeologico da non perdere!
La città romana era famosa per la sua scuola di filosofia nella quale studiò anche Ottaviano, prima di diventare l’imperatore Augusto. Oggi rimangono molti resti della grande città, tra i quali un tempio, un teatro e i resti di un (raro) edificio adibito a biblioteca.

Apollonia

Poco lontano dall’area archeologica romana si trova una bella Chiesa Ortodossa e un piccolo Museo Archeologico molto ben allestito.
Per la visita impiegherete circa due ore; ingresso 300 lek.

14° e 15° giorno: Il nostro tour dell’Albania si è concluso con le visite a Kruje e aTirana.

Kruje è una città a circa 30 km da Tirana e merita una visita per il suo antico bazar e il castello. La zona storica si mantiene inalterata dal tempo in cui gli ottomani ne fecero un bazar. Ancora oggi si susseguono le piccole botteghe artigiane che offrono (oltre a mille oggettini per turisti) qualche pezzo interessante. Tappeti e stoffe, in particolare.

Il bazar di Kruje

Il Castello di Kruje fu teatro delle battaglie di Giorgio Scanderberg, eroe nazionale albanese che nel XV secolo, grazie alle sue doti diplomatiche e militari, riuscì a bloccare per decenni l’avanzata dei Turchi in Europa. Ancora oggi la figura del condottiero eroe è molto celebrata in Albania, al punto che il Museo Nazionale di Tirana gli ha dedicato un intero padiglione e la sua statua domina il centro della Piazza principale della città (che, ovviamente, si chiama Piazza Scanderberg!).

Il castello di Kruje

Tirana ultima tappa del tour albanese, è stata una bella sorpresa.
Nella zona centrale è una capitale europea con tanta voglia di recuperare il tempo perduto: lunghi viali, palazzi in costruzione, localini e caffè che potrebbero star benissimo a Londra o Amsterdam.

Il centro della città è Piazza Scanderberg, dove si trovano il Museo Nazionale (ingresso 100 lek; tempo di visita 2 ore. Qualche padiglione interessante ma meriterebbe una rimodernata!); il Teatro dell’Opera; il Museo della Banca centrale d’Albania, l’antica Moschea Et’hem Bej e un Teatro delle Marionette.

Tirana, Museo Nazionale

Poco distante, lungo l’enorme Boulevar Deshmoret e Kombit (in stile comunistissimo!!) si trova la Piramide che avrebbe dovuto essere il mausoleo di Enver Hoxha l’ultimo dittatore comunista albanese e che invece oggi è stata…diciamo “ridisegnata” dai writers!
Sempre lungo lo stesso viale, i palazzi governativi albanesi, piazza Madre Teresa (che, se non lo sapete, era albanese di nascita) e soprattutto il Check point del quartiere Blloku.
Blloku era la zona in cui risiedeva il Hoxha e tutti i vertici del governo albanese ai tempi della dittatura. Ovviamente era una zona inavvicinabile e protetta dalle torrette di avvistamento e da rigidissimi controlli.

Oggi, splendida contrapposizione, è un vivacissimo quartiere zeppo di gallerie d’arte, ristoranti e caffè dove si ritrovano i giovani della città. Una passeggiata da non perdere a Tirana!
E sempre a proposito di dittatura, un Museo assolutamente da non perdere è “The house of leaves”.

Tirana, House of leaves

La “casa delle foglie” si chiamava così perché interamente ricoperta di edera, allo scopo di farla sembrare una baracca abbandonata. In realtà era la sede dei servizi segreti e dello spionaggio in epoca comunista. Attiva fino al 1992 (cioè…anni Novanta…chiaro?!) e poi abbandonata in fretta e furia, al suo interno sono rimasti decine di strumenti utilizzati per lo spionaggio. Registratori, telefoni, microspie, cimici e altri attrezzi che – per l’epoca di costruzione – erano tecnologicamente molto molto avanzati.

Tirana, House of leaves

Un pezzo curiosissimo da non perdere è il cappotto con la macchina fotografica incorporata!
Avete presente quelli che vedete nei film di spionaggio un po’ retrò?! Ecco, esistevano davvero!
Il biglietto del Museo costa 700 lek (quindi è carissimo, per gli standard albanesi) ma vi assicuriamo che vale la pena visitarlo!

Con questa visita si è concluso il nostro viaggio in Albania. Noi siamo rimasti circa 15 giorni, ma ovviamente potete limitare il vostro soggiorno anche ad una sola settimana, magari scegliendo una meta di mare dove potrete anche conciliare qualche visita all’interno o alle zone archeologiche.

In ogni caso, per quanti giorni possiate avere a disposizione, non esitate e partite: l’Albania vi aspetta e ha parecchia voglia di farsi scoprire!

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